Kim Gordon - Girl in a Band - Minimum Fax Editore 2016- 306 pp
Esce anche in Italia l’ autobiografia di Kim Gordon bassista dei Sonic Youth band storica degli anni ottanta- novanta.
I Sonic Youth sono stati una band incredibile : dura, sperimentale, alternativa, rispettata da quasi tutti i musicisti delle diverse scene musicali degli anni ottanta (l’hardcore californiano, la scena di Washington, la scena di Seattle...) e soprattutto sempre in prima fila per promuovere e supportare le nuove band emergenti.
Kill Rock Stars Records - KRS 269 - 2/97
Speed Trials
Alameda
Ballad Of Big Nothing
Between The Bars
Pictures Of Me
No Name No. 5
Rose Parade
Punch And Judy
Angeles
Cupid's Trick
2:45 AM
Say Yes
Rough Trade RTRADELP 030 - 8/2001
Is This It
The Modern Age
Soma
Barely Legal
Someday
Alone, Together
Last Nite
Hard To Explain
New York City Cops
Trying Your Luck
Take It Or Leave It
Enigma Records - 72005 - ?/85
That's What Dreams
Black River
Hair Of The Dog
This I Know
Fading Away
Easy Way Out
Sixteen Ways
The Drifter
Sea Of Cortez
We Shall Overcome
Tra il 1988 e il 1989 ho passato parecchi pomeriggi ad ascoltare su un compatto della Phillips (!!!) “Here Comes the Snakes” un disco che, allora come oggi, ritenevo/ritengo bellissimo.
Nel giro di un paio d’anni ho pian piano cercato di recuperare quasi tutti i dischi dei Green on Red, tra i miei preferiti c’è sempre “Here Comes the Snakes” (il primo amore non si scorda mai) ma “Gas Food Lodging” è quello che considero il disco della svolta della band, il più maturo e il più innovativo.
I Green on Red nascono a Tucson, Arizona alla fine anni settanta come gruppo punk new wave, sono Dan Stuart chitarra e voce , Van Christian batteria (poi con i Naked Prey), Jack Waterson al basso e dopo un breve periodo si aggiunge Chris Cacavas alle tastiere.
Si trasferiscono a Los Angeles ad inizio anni ottanta, conoscono Steve Wynn cambiano nome in Green On Red ed incidono un Ep e Alex Mc Nicol sostituisce Van Christian.
Nel 1983 pubblicano l’ottimo “Gravity Talks” dove rock acido, psychedelia, hammond ed echi di new wave si miscelano alla perfezione. Diventano uno dei gruppi di punta del “Paisley Underground”, movimento che, secondo il sottoscritto raccoglieva band che tra loro non avevano nulla in comune, se non un amore per i sound sixties.
A quel punto arriva un cambio abbastanza radicale, entra in formazione Chuck Prophet giovane chitarrista e, complice anche la sua influenza, la band cambia direzione.
Altro fattore importante per il cambiamento è la passione di Stuart per Jim Thompson, il noir e il suono roots e country,
La voce sofferta di Struart inizia a raccontare storie di emarginazione, lotta, alcool, e noir e la base musicale si orienta su Dylan, il folk, il Neil Young di "Zuma" e dei primi anni settanta, i Byrds e gli Stones si parla di un nuovo genere il Desert rock: storie cupe di periferia, violente e di ribelli negli anni ottanta reaganiani.
“Gas Food Lodgin” è tutto questo.
I pezzi forti di un disco molto omogeneo sono le due ballad iniziali tra Stones, whiskey, deserto e psychedelia:"That's What Dreams " e "Black River", la dura "Hair of the dog" che Uncut ha definito come Merle Haggard che incontra i Replacements, la violenta (con la sua storia di omicidi e desolazione) "Sixteen Ways" e la versione Byrdsiana revisited di "We Shall Overcome", vero urlo di sopravvivenza agli anni ottanta e all' america del Presidente attore.
Da segnalare la storia on the road di "This I know" tra melodia, sixties e Young: Neil Young presentissimo in "Sea Of Cortez" un evidente omaggio a "Cortez The Killer"e in "The Drifter" dove il Neil Young di "Everybody Knows" incontra la psychedelia e una chitarra da rock acido. Gran bel pezzo.
Il miglior lavoro della band , che ha continuato a produrre ancora ottimi dischi, legati più al roots ("Free for Lunch"), al Neil Young di "Zuma" ("Here comes the Snakes"), omaggi al noir e a Thompson ("The killer inside me") rimanendo progressivamente soltanto in due (Stuart e Prophet) e continuando produrre dischi fino ad inzio anni 90, uscito al alba dei ninenties "Scapegoat" con qualche buon singolo (su tutte "The Little things in life" omaggio al country) è però un album abbastanza deludente.
I Green on Red hanno segnato il rock alternativo degli Eighties (e probabilmente The Freewheelin' Groover parlerà ancora di loro) e "Gas Food lodging" è un disco essenziale per capire il rock alternativo degli anni ottanta.
Foto della label della mia copia di TORSO 33004, stampa olandese originale
Le mie preferenza ,allora come adesso, vanno a "Standing in the shower and ..thinking" bellissimo brano con un rock chitarristico con una ritmica funk e super trascinante.
L'hard rock anni novanta (marchio Jane's Addiction) è protagonista di "Mountain song" e"I Had a Dad" o nella bellissima "Ocean size" con stacchi folk di arpeggi e con la voce di Farrell stupenda.
"Idiots rule" sintetizza il puro crossover tra funk, hard rock che farà tanti epigoni (purtroppo molti scandenti) negli anni a venire.
La potente, tra punk e metal, "Pigs in Zen"(titolo tra Black Sabbath e Husker Du) è un altro brano che adoro e che si dilata quasi in una jam.
Altro pezzo geniale è "Summertine Rolls", la voce cantilenante e nasale di Farrel ci porta in un viaggio psych ed ipnotico, un brano davvero notevole :
Yellow buttercup
Helicopters
Orange buttercat
Chasing after
The crazy bee
Mad about somebody...
Ancora una miscela di hard rock, pop e funk in "Up the beach", e poi l' acustica e sboccatamente Rollingtoniana "Jane says" altro brano di punta, con un testo sulla tossico dipendenza.
Il divertissement di "Thank you boys" in quasi chiusura è quasi puro swing.
Il disco fu un successo, anche su Wikipedia si legge che vendettero quasi 250000 copie nel primo anno, furono il gruppo - come già detto - che aprì la via commerciale a band come i Nirvana e Red Hot Chili Peppers.
Nel 1990 l'ottimo "Ritual de lo Habitual" sembrava consacrare definitivamente il gruppo, ma la band si perse tra eccessi del cantante (dipendenza da eroina), successo forse eccessivo, i tour, il Lollapalooza, i video, i magazine musicali e non alla ricerca di un gruppo che incarnava gli eccessi del rock dei migliori Stones.
Il tutto portò allo scioglimento della band nei primi anni novanta.
Farrell proseguì con i Porno for Pyros, la band si riformò nel 1997 ed incise altri due lp nel 2003 ("Strays") e nel 2010 ("The Great Escape").
"Nothing's Shocking" è un grandissimo disco.
Foto della label della mia copia in vinile di 925 727 , probabile stampa francese originale
Jane's Addiction - "Standing in the Shower...Thinking" - (sample)
New West Records - NW 5106 - 6/15
Fought The Blues And Won
Those Were (Could’ve Been) The Days
Heavenly Home
Less Honkin’ More Tonkin’
Low Down Soul
The Real Deal
Still Someone
Time To Believe In
Louise
Simple And True
Same Blood As Mine
Out On The Rise
“Deslondes” dell’ omonima band di New Orleans è il disco che più sta girando sul mio piatto in questi giorni.
Niente di innovativo o super fantasioso, ma del sano country venato di R’n’B, suonato bene, prodotto bene, arrangiato ancora meglio e con delle ottime canzoni, anzi qualcuna davvero super.
Ovviamente fino a quindici anni fa (quando globalizzazione musicale e “mainstream” non erano non così diffusi) un disco del genere sarebbe stato relegato ad una cerchia di appassionati, probabilmente sarebbe stato meno “prodotto” e non avrebbe avuto tutto questo seguito. Purtroppo o per fortuna oggi non è cosi.
Quindi possiamo vedere il bicchiere mezzo pieno dicendo che abbiamo facilmente la possibilità di ascoltare dell’ ottima musica country, oppure mezzo vuoto dicendo che è un disco che si ascolta solo per moda.
Personalmente propendo per la prima opzione: ho la possibilità di ascoltare un gran bel disco di buon country.
I Deslondes sono formati da Sam Doores (voce e chitarra), Riley Downing (voce e chitarra), Cameron Snyder (voce e percussioni), Dan Cutler (voce e contrabbasso) e alla Steel Guitar e al violino James Tourville. tutti musicisti e compositori.
Provengono da diverse band : Long Time Goners, Hooray for the Riff Raff e i Tumbleweed (Riley, Cutler, Doores).
Da questa ultima band prende il via il progetto Deslondes.
Il disco, pubblicato nel Giugno 2015, è inciso per la New West, etichetta che presta molta attenzione al Country e a quello che viene etichettato come “Alternative Country” (ha pubblicato dischi di Steve Earle ed i Drive by Truckers), ed è davvero buono.
Quindi country, western, honky-tonk, rockabilly, un tocco di R’n’b e testi che rispettano perfettamente la tradizione country : speranze e aspettative non realizzate e cuori spezzati.
I miei brani preferiti del disco sono “The Real Deal” e “Still someone” davvero grandissimi brani .
Il primo è il pezzo dal quale è stato tratto anche il video per lanciare il disco è un trascinante country molto ritmico, “Still someone” è melodico e pieno di Steel guitar è davvero un bel esempio di come il country possa diventare moderno senza svendersi e rimanendo fedele alle tradizioni. Concetto che si può allargare a tutto il disco.
Video Ufficiale di "The Real Deal" - Deslondes
Anche gli altri brani sono di ottimo livello, dal r'n'b Boogie di "Fought the blues and Won", al rockabilly o meglio hillybilly visto che non c'è assolo di chitarra ma di violino, della trascinantissima "Less Honkin’ More Tonkin", le due bellissime country song come "Those Were (Could’ve Been) The Days" (rimorsi e passato) e la bellissima "Louise" (su un amore impossibile) che rimanda molto alle cose migliori del Bakersfield sound .
Country classico in "Same blood as mine" o in "Low down soul" con tanto di eco rockabilly.
Ma c'è di più : c'è dell' ottimo Western sound nella bella "Time to Belive in", del pop nel potenziale singolo "Heavenly home" e swing e pop nella finale "Out on the rise".
Insomma un ottimo disco per ascoltare ottima musica roots adeguata al secondo millennio; anche l'lp è molto curato con i testi di tutti i brani, l'ormai immancabile coupon per il download digitale gratuito e con delle belle foto che ritraggono i Deslondes (con un Look retrò ma moderno al tempo stesso) in un palco ad una tipica festa country dove mentre la band suona il pubblico balla.
Il disco ha ottenuto anche delle ottime recensioni dai magazine specializzati , Uncut e Mojo su tutti, e la band sta promuovendo il disco con un tour che ha toccato anche l'Europa. Italia Esclusa.
Gran bel disco.
Foto della label della mia copia in vinile di NW5106
Arista Record - AB4260 - 2/80
1.Vagabond Moon
2.Dear Lord
3.It's All Over
4.Across The River
5.She's So Cold
6.I'm Not Waiting
7.That's The Reason
8.They'll Build A Statue Of You
9.Old Men Sleeping On The Bowery
10.Behind The Cathedral
11.Sing Me A Song
Quando nel 1980 uscì l’omonimo disco d’esordio di Willie Nile la critica musicale e gli appassionati del rock chitarristico si innamorarono (più che giustamente) di questo Lp.
L’esordio di Willie Nile è un perfetto incrocio tra il Folk Rock dei Byrds, il Powerpop, il Rock, le storie del primo Springsteen e il R’n’r venato di pop dell’ immenso Buddy Holly.
Willie Nile voce, chitarra e piano è accompagnato da una formazione composta da Clay Barnes e Peter Hoffman alle chitarre, Tom Etheridge al basso, Jay Dee Daugherty (già con Patti Smith) alla batteria, Per l'Arista Records nel 1980 pubblica 11 grandissimi brani.
La open track “Vagabond Moon” (bellissimo titolo) è un meraviglioso esempio di folk rock alla Byrds, con il jingle jangle elettrico che riempe tutto il brano, melodia e ritmo compatto ne fanno un piccolo capolavoro; in qualche modo anticipa di qualche anno quello che i migliori REM faranno a metà anni ottanta.
Con “Dear Lord” e “She’s so cold” si tocca il puro r’n’r serrato e veloce, un chiaro omaggio a Buddy Holly invece per la trascinante “That’s the reason” da cantare a squarciagola con il ritornello che rimane subito in testa.
Brano tra pop, new wave e rock è il bellissimo "Old men Slyppery on the Bowery" che racconta di cosa succedeva nella Bowery, tra barboni e pubblico da discoteca.
Il power pop più rock fa capolino in “It’s all over” e “I’m not waiting”, mentre ballad dove Nile è al piano sono le bellissime “Across the river “ e “They’ll bild a statue of You”.
"Sing a Song" è un altro grandissimo pezzo, con una ritmica serrata anche qui tra power pop e new wave; "Behind the Cathedral" è una love song lenta e praticamente acustica.
Il disco ebbe un ottimo successo di critica, era il riassunto di circa otto anni di carriera di Willie Nile, proveniente da Buffalo che con una laurea in letteratura si trasferisce a New York, e qui nei “magnifici” seventies della grande mela assapora prima l’aria del Greenwich Village e poi della Bowery, diventando amico di Patti Smith e iniziando a suonare nei club, CBGB’s compreso.
“Willie Nile” fu un successo, portò alla ribalta il talento di Willie che fece anche da supporto agli Who nel 1980.
Il successivo “Golden Down” (1981) confermò quanto di buono era presente nel disco d’esordio.
Poi l’oblio, pare per problemi legali con l’etichetta, la carriera di Nile si fermò e bisogna aspettare il 1991 per avere un altro lp :”Places i have never been”.
La sua carriera piano piano è meritatamente ripartita e Willie Nile conferma di nuovo di esser e un grande artista e songwriter.
L’ultimo album “If I was A River” (solo al piano) è del 2014 ed è un grandissimo disco.
Willie Nile è un Grande talento musicale ed il suo disco di esordio è uno dei migliori Lp degli anni ottanta che merita di essere (ri)ascoltato.
Foto della label della mia copia originale di AB4260, con sleeve interna con i testi dei brani.L'Arista utilizzo questa label dal 1978 circa fino ai primi anni degli Eighties
Willie Nile - "Vagabond Moon" - (sample)
Rough Trade - Rough 8 - 2/80
Searching For Mr. Right
Include Me Out
The Taxi
Eating Noddemix
Constantly Changing
N.I.T.A.
Colossal Youth
Music For Evenings
The Man Amplifier
Choci Loni
Wurlitzer Jukebox !
Salad Days
Credit In The Straight World
Brand - New - Life
Wind In The Rigging
Young Marble Giants. Una band di Culto.
Un gruppo dalla vita brevissima (meno di due anni) con all’ attivo un solo disco l’lp “Colossal Youth” del 1980.
Disco che ha fatto entrare i Young Marble Giants tra i gruppi fondamentali della musica pop dopo la rivoluzione punk, non a caso vengono definiti il primo gruppo post- punk.
Autori di un sound minimale ed essenziale che racchiudeva influenze di Kraftwerk, Velvet, Brian Eno, il pop dei sixties, Duane Eddy ed i Devo. Caratterizzati dalla voce particolare della cantante Alison Statton, dalla chitarra minimale - ma ritmica- con riferimenti ai sixties ed uso del riverbero e del muting di Stuart Moxham e dal basso e dai synth e drum machine del fratello Philip Moxham rivoluzionarono la scena Uk di inizio anni ottanta.
Alison era la ragazza di Philip, mal sopportata da Stuart leader del gruppo, questa tensione portò poi allo scioglimento della band .
L’influenza postuma del gruppo è enorme : hanno creato uno stile ed un genere copiato da milioni di band alternative da metà anni ottanta in poi, dai Belle and Sebastian (per il modo di cantare), agli Stereolab, ai Franz Ferdinand ai Clinic fino a Kurt Kobain che era un fan dichiarato di “Colossal Youth”.
La storia della band è molto breve : si formano in Galles nel 1978, i due fratelli Moxham, la Statton ed inizialmente con loro c’è anche un cugino, tale Pete Joyce.
Creano la loro musica minimale, con melodia, ritmica, drum machine e synth che trova poco seguito nel Galles di fine anni settanta.
Fortunatamente partecipano ad una compilation della piccola label locale Z: “Is the war over?”.
Attirano grazie a questa compilation l’attenzione della Rough Trade e del boss Geoff Travis
Entrano in studio, ovviamente abbastanza inesperti e creano "Colossal Youth".
I brani sono davvero originali per l'epoca, "Searching for Mr Right" brano di apertura in cui il riverbero della Rickebecker si fa subito sentire, un giro di basso che ha fatto scuola e una melodia cupa e minimale ma trascinante.
Passiamo ad un basso funk su un brano garage con ancora una melodia "gelida" in "Include me out". Organo e il basso accompagnano la voce di Allison nella lenta "N.I.T.A".
La title track è un brano dance reso minimalista dallo stile dei Ypung Marble Giants, tipico sixties pop rivisto e personalizzato alla grande.
Riff di chitarra alla Television in "Eating Noddmix", echi di riverbero e di Western Sound per la bella "Choci Loni".
Pop in "Brand new life"" uno altro bel brano con "addirittura" cori in sottofondo e nella bellissima "Salad day".
Nel disco compaiono anche due strumentali : "The taxi" e "Wind in the rigging" con effetti e drum machine e un organo a metà tra chiesa e canzonetta per bimbi.
Un album che fu una rivelazione ed anche un successo per la Rough Trade, con la loro "musica rarefatta" (definizione del grande Simon Reynolds) aprirono una "porta" per nuovi generi e crearono le basi per la musica alternativa per almeno altri 15 anni.
Purtroppo le tensioni interne portarono precocemente allo scioglimento del gruppo, che incise, sempre per la Rough Trade l'EP "Final Day" per poi sciogliersi subito dopo a poco più di due anni dalla nascita.
Foto della label della mia copia originale di Rough 8.
Young Marble Giants - "Searching for Mr. Right" - (sample)
Soul Kitchen -Germania 2009. Regia Fatih Akin con Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu,Birol Ünel,Udo Kier, Anna Bederke. Durata 99 min.
Per molto tempo quando qualcuno mi parlava del cinema tedesco l’associazione con capolavori, non facilmente digeribili, come i film di Lang o Murnau o piccoli “mattoni” come i film di Fassbinder o di Herzog era immediata.
Dopo un periodo di stanca, parecchi film tedeschi hanno iniziato ad attirare la mia attenzione con ottimi film : ”Le vite degli altri”, “Goodbay Lenin”, “La banda Baader Meihnof” e “La Sposa turca” quest’ ultimo dello stesso regista, Fatih Akin, di “Soul Kitchen”.
“Soul Kitchen “ è un film ben girato, divertente e pieno di musica soul.
Zino, figlio di immigrati greci, è il proprietario di un ristorante in decadenza e pieno di debiti ad Amburgo : il “Soul Kitchen “ appunto. Medita di mollare tutto e di raggiungere la ragazza in Cina dove sta studiando lingue orientali.
L’incontro con un cuoco super esigente che cambia il menù da fast food a cibo di classe, la presenza di una band punk che prova nel locale durante l’orario di apertura, l’arrivo del fratello di Zinos -detenuto in libertà vigilata - che si improvvisa un ottimo dj di musica soul funk (davvero strepitosa la colonna sonora con brani di Curtis Mayfield, Mongo Santamaria, Quincy Jones, Dyke & the Blazers , Boogaloo Joe Jones e molti altri) trasforma il locale, riempiendolo di gente e facendolo diventare uno dei più “cool” di Amburgo.
Zinos decide di partire lo stesso per la Cina (ma all’ aeroporto incontra la sua ragazza tornata in Germania per il funerale della nonna, insieme ad un fidanzato cinese) e affida il locale al fratello che lo perde al gioco con un immobiliarista senza scrupoli ex compagno di scuola di Zinos.
Tra mal di schiena di Zinos, incendi, fisioterapisti turchi, ed ottima musica, riuscirà Zinos a rimpossessarsi del locale? Ovviamente si.
Ottimo film, divertente e trascinante, da citare tra i protagonisti anche Udo Kier (nel ruolo di un ricco imprenditore interessato a comprare il terreno dove sorge il “Soul Kitchen”) attore storico che ha recitato anche con Andy Warhol e che fu protagonista del leggendario “Dracula cerca sangue di Vergini...e morì di Sete”.
Fatih Akim si conferma un buon regista che riesce a trattare anche temi come la commedia e un appassionato di musica.
Da Vedere!!!
Sub Pop Record- SP1115 - 2/15
I Love You, Honeybear
Chateau Lobby #4 (In C For Two Virgins)
True Affection
The Night Josh Tillman Came To Our Apt.
When You're Smiling And Astride Me
Nothing Good Ever Happens At The Godddamn Thirsty Crow
Strange Encounter
The Ideal Husband
Bored In The USA
Holy Shit
I Went To The Store One Day
Un pochino in ritardo rispetto alla sua uscita, ma d’altronde questo è solo il blog di un semplice appassionato altri e più autorevoli siti hanno già parlato di questo, ma The Freewheelin Groover oggi si sofferma su quello che considero uno dei più bei dischi del 2015 : “I love you, Honeybear” di Father John Misty.
Father John Misty è lo pseudonimo di Joshua Tillman già batterista ed arrangiatore dei Fleet Foxes band di punta del movimento indie del secondo decennio del nuovo millennio.
La carriera di Joshua Tillman inizia in realtà nel 2003 quando incide il suo primo disco solista “Untitled no 1” per la Broken factory.
A nome J Tillman incide tra il 2003 ed il 2010 ben 8 lp,
Come già detto è nella formazione dei Fleet Foxes e ufficialmente ne esce nel 2012.
A nome Father John Misty pubblica nel 2012 “Fear fun” per la Sub Pop, ottimo Lp di folk, e non solo alternativo, ma nel 2015 con “I love you, Honeybear” Father John Misty compie davvero un salto di qualità .
Esiste anche una versione in cd ed una in Lp deluxe in vinile colorato.
Father John Misty ha compiuto un salto di qualità notevole, diventando un artista completo e ha pubblicato un piccolo capolavoro.
Nelle undici canzoni del lavoro oltre ai testi che raccontano la sua vita, pieni di sesso, storie d’amore, rabbia, educazione americana, troviamo echi di tantissimi generi musicali dal pop anni settanta ai cantautori come Fred Neil ed Henry Nillson (quasi tutte le riviste specializzate hanno visto questa similitudine anche forse a causa degli arrangiamenti delle canzoni), al jingle jingle byrdsiano, alle melodia pop seventies e alla beach boys, ad accenni di latin jazz, alla musica elettronica, il pop barocco, gli arrangiamenti degli archi, la psychedelia, il folk rock, insomma un compendio di quasi 40 anni di musica popolare.
“Bored in the Usa” è la descrizione della sua gioventù da americano bianco privilegiato, il brano è una stupenda ballata al piano in crescendo che ricorda un altro grande cantautore, tale Randy Newman..
Cosi come gli archi della title track rimandano ad un certo pop sofisticato dei seventies, o “Chateau Lobby #4 (in C for Two Virgins)” che racconta il primo incontro con la moglie Emma è un pop venato di latin, con un dei fiati niente male.
Echi di Byrds e Beach Boys, Dennis Wilson in “The Night Josh Tillman Came To Our Apt”, uno slow blues venato di pop dei seventies in "When You’re Smiling and Astride Me" mentre pura elettronica per “True affection” che dimostra la polivalenza di Tillman.
Uno dei miei brani preferiti è “Holy shit” ballata acustica che a me ricorda il primo Bowie, da segnalare anche “I went to the store one day” ottimo lento folk e la più movimentata (ottima la batteria molto rock) "The Ideal Husband".
Un disco bellissimo, un lavoro maturo, con arrangiamenti non banali e con tanto uso di archi e orchestrazioni, per un artista che si conferma come un grande musicista di questi giorni.
Candidato ad essere uno dei migliori Lp del 2015.
Foto della label della mia copia in vinile di "I love you, Honeybear" Doppio lp , copertina Gatefold e poster con testi e cd incluso.
Father John Misty - "Holy Shit" - (sample)
Geffen Records DGCD -Per la versione in Lp Telstar Records TR 020 -?/95
Voodoo Cadillac
Soul City
Greenback Fly
Skullbucket
Camel Walk
White Trash
Firefly
Make Mayan A Hawaiian
Fried Chicken And Gasoline
Nitty Gritty
8 Piece Box
Galley Slave
Whole Lotta Things
Dirt Track Date
Prendete il rockabilly, la surf music, un pizzico di punk rock, del garage, tante dosi di Cramps, una spruzzata dei B'52, Link Wray, i sixties, il surf strumentale, il Sud degli States, il pollo fritto, tanto sesso e cultura pop ed otterrete i Southern Culture on the Skids.
Rick Miller studente della North Caroline University e cantante e chitarrista fonda, ad inizo anni ottanta, al college i Southern Culture on the Skids con una formazione che musicalmente è un omaggi ai Cramps e che già inizialmente cerca di unire le sue passioni la musica del sud degli states ed il Surf, passione che ha maturato durante un periodo trascorso il California.
La prima formazione dei Southern Culture on The skids presenta membri che abbandoneranno quasi subito, il sound è molto debitore ai Cramps.
Pubblicano un primo EP ed un lp omonimo per la Lloyd Street Record nel 1986.
Il tempo di riorganizzarsi e la formazione nel 1987 si stabilizza con Rick Miller alla chitarra e voce, Mary Huff basso e voce e Dave Hartman alla batteria.
Con questa formazione la band pubblica tra il 1987 e il 1994 altri tre lp “Too much Pork for just one Fork” (1990), “For Lovers only” (1992) e “Ditch Diggin” nel 1994.
Nel corso degli anni il gruppo affina il suono miscelandolo con il surf ed il blues, l’interesse del maintreams per i suoni underground a metà degli anni novata dà ai Southern Culture on the Skids la grande occasione.
Firmano per la Geffen Records che nel 1990 apparteneva alla MCA e pubblicano “Dirt Track date”. Il formato in vinile viene pubblicato della indie label Telstar records.
Il disco è davvero la versione definitiva del suono dei Southern Culture on the Skids: il loro miglior lavoro forse leggermente più levigato per il grande pubblico.
Grande pubblico che scopre gli SCOTS nel 1995 quando partecipano al Jay Leno Show eseguendo “Camel Walk”.
Il gruppo acquisisce una discreta fama e il disco (o meglio il cd, la copia in vinile è abbastanza rara come tutti i dischi degli anni novanta) vende parecchie copie, si parla di circa 250000 copie, un risultato niente male.
I Southern Culture on the Skids al Jay Leno Show ,1995
“Dirt Track Date” riassume perfettamente la musica dei Southern Culture on the Skids e del loro stile zeppo di citazioni del sud degli States, di birra, hot - rod, sesso, pollo fritto e stazioni di servizio ed è un buon prodotto, divertente ,ballabile, ma soprattutto un ottimo punto di partenza per far scoprire a chi si avvicina al disco le radici da cui partono gli SCOTS. In piccolo (molto in piccolo) quello che hanno fatto i meravigliosi Cramps ad inizio anni ottanta.
Troviamo quindi il surf rock strumentale del brano di punta “Camel Walk” e di “Make Mayan an hawaian” con tanto di riferimento di musica delle siole Hawaii, il soul funk di “Soul city” e della bella esecuzione di “Nitty gritty”, l' omaggio a Bo Diddley e al rockabilly più pop di "Whola lotta things", il garage punk influenzato dai Cramps di “White Trash” e”Fired chicken and gasoline”, il Rockabilly di "Greenback fly", o di "8 piece box" o "Voodoo Cadillac" brano che sintetizza perfettamente il loro stile: mid tempo, cramps, funk e rockabilly.
I brani di “Dirt Track Date” furono usati in diversi film ,“Camel Walk" in “Perdita Durango”, “White Trash” nel film “Hazard” del 2005, videogiochi e serie tv, lanciando una band che raggiunse il successo dopo anni di gavetta.
Il loro stile e la loro musica a metà tra parodia e serietà tra la fine degli anni novanta e l’inizio dei duemila attirò parecchi estimatori.
Sempre per la Geffen records nel 1997 pubblicarono il buon “Plastic Seat Sweat”, la loro fama e creatività negli ultimi anni pare essere un po in calo, ma la band (che forse ha commesso l’errore di non rinnovarsi) continua a suonare e pubblicare dischi (alcuni davvero buoni), nel 2014 ha pubblicato il 14 ° lp, nel 2015 è uscito un EP dove gli SCOTS e Fred Scheneider (dei B’52) suonano assieme.
“Dirt Track Date” è il loro lavoro migliore ed è un album fondamentale per la riscoperta e rimodernizzazione del surf, rockabilly, funk e garage.
Foto della label della mia copia in vinile di TR020. Copia in vinile che viene quotata da Goldmine circa 40 Dollari.
True North Records - TN6 - ?/71
Virginia
Hotel
Windy Mountain
Did You Ever
Flow
All Day Rain
Full Moon Rider
Lobo
Another Perfect Day
Angel
See You Again
I Kensington Market nel 1970 erano ormai un gruppo sciolto. Nonostante il capolavoro “Aardwark” l’esperienza della band era terminata.
Luke Gibson si riunì quindi a Luke and The Apostles, band storica della scena di Toronto dei sixties, autori di un singolo per l’Elektra (la seconda stampa) e la possibilità , mai realizzata, di lavorare su un album intero per l’etichetta di Jack Holzman con Paul Rothchild produttore dei Doors. Rothchild ha definito i Luke and the Apostles una delle migliori band di sempre.
Band che aveva parecchie potenzialità per sfondare, e anche molte occasioni per farlo (concerti con i Grateful Dead, contatti con grosse etichette discografiche), ma per una ragione o per l’altra non riuscirono ad emergere.
Il gruppo tra la fine del 1967 ed il 1968 si scioglie ed i tre protagonisti principali cioè Gibson, McKenna e Little finiscono nei Kensington Market il primo, nei grandissimi Ugly Dicklins il secondo e nei Transfusion il terzo.
Luke Gibson finita l’esperienza dei Kensigton Market (http://thefreewheelingroover.blogspot.com/2015/05/a-canadian-trip-part-one-kensington.html) si ritrova con McKenna e Pat Little e ingaggiato l’ex Paupers Danny Gerrard al basso e Danny Mc Bride, riformano la band.
A loro si aggiunge Bruce Palmer ex Buffalo Springfield, che lascia dopo pochi concerti e subito sostituito da Jack Geisinger.
Pubblicano per la neo etichetta di Bernie Finklestein il 45 giri “You make me high” che raggiunse la 27 ° posizione nelle classifiche Canadesi.
Subito dopo McKenna abbandona e a fine 1970 anche Luke Gibson lascia la band per iniziare una carriera solistica.
Carriera che parte con il botto con il bellissimo lp “Another Perfect Day”.
Registrato nei Thunder Sound Studios tra Gennaio e Novembre del 1971 “Another Perfect day” è un ottimo album di folk imbevuto di Country rock e deliziato dalla voce blues di Luke Gibson, album pieno di riferimenti di Dylan, di Fred Neil, di Gene Clark e di Van Morrison.
Il disco che vede la collaborazione di Bruce Cockburn e di Gene Martynec (che è anche produttore ) è ben suonato, acustico e avrebbe davvero meritato più fortuna.
Troviamo bellissime ballate country come la open track “Virginia” o “Windy Mountain” con tanto di accenni rag time e di Van Morrison, quest’ ultimo fa capolino anche in “All Deep Rain”; riferimenti country anche per la lenta "Flow" con il sottofondo di organo e piano.
Puro folk acustico per “Hold” per la cupa “Angel” e la meravigliosa Title Track “Another perfect day”.
Ci sono anche brani leggermente più rock con venature r’n’b con chitarre elettriche in evidenza come lo stomp “Did you ever” e “See You Again”.
Infine Dylan viene fuori alla grande in “Lobo”, ma soprattutto nella meravigliosa “Full Moon Rider”, il brano sembra un pezzo di Fred Neil uscito da “Highway 65”.
Il disco è molto ben suonato e ha parecchi riferimenti anche Bluegrass, abbastanza moderno per l’epoca in cui uscì.
Il disco è sicuramente uno dei migliori esempi di folk acustico dei primi anni settanta.
Oggi sicuramente sarebbe celebrato come un capolavoro assoluto, intimista ed alternative Folk.
Uscì anche un 45 per la True North “Virginia/Frozen in Time”.
Manco a dirlo ebbe pochissimo riscontro commerciale, Gibson suonò per tutti gli anni settanta ed ottanta prima i con Killaloe (un album all’ attivo) , poi collaborò con il futuro million seller Bruce Cockburn (anche lui su True North) poi con Silver Tractor e Luke Gibson Rock, infine trovò lavoro nel mondo del cinema.
Il suo disco “Another Perfect day” (un altro giorno perfetto poco prima del giorno perfetto di Lou Reed) è un bellissimo disco da riscoprire.
Quotazioni : Il disco è abbastanza ricercato vista la militanza di Gibson nei Kensington Marker e sopratutto nei Luke and the Apostles. Popsike dà una valutazione media di circa 30 euro, con punte di 54 dollari.
Foto della label della mia copia in vinile di TN-6, copia originale di "Another Perfect Day".
Luke Gibson - "Another Perfect Day" - (sample)
V2 Record - VVR745755 - 8/10
We Die And See Beauty Reign
You Won't Let Me Down Again
Snake Song
Come Undone
No Place To Fall
Get Behind Me
Time Of The Season
Hawk
Sunrise
To Hell & Back Again
Cool Water
Eyes Of Green
Lately
Isobel Campbell è una violoncellista che dal 1996 al 2002 era nella formazione dei Belle & Sebastian, Mark Lanegan (vedi http://thefreewheelingroover.blogspot.it/2013/11/screaming-trees-buzz-factory.html), ex membro dei grandissimi Screaming Trees e poi dei Queens of the Stone Age, è diventato (meritatamente ) con il passare degli anni una figura di riferimento per l’alternative , o presunto tale, rock.
Lanegan si è giustamente guadagnato sul campo il rispetto e l’ammirazione di molti fan e musicisti. Musicisti che amano il suo lavoro passato e presente e che vogliono collaborare con lui.
La Campbell lascia i Belle & Sebastian nel 2002 e sotto la sigla Gentle Waves pubblica due lp, e poi a nome Isobel Campbell altri due, ben accolti da pubblico e critica, buoni dischi di neo folk .
Inizia a collaborare con Lanegan con l’EP del 2004 “Time is just the same”, la collaborazione dà i suoi frutti e i due pubblicano nel 2006 il Disco “Ballad of Broken Season”, ottimo Lp con venature folk e country.
La combinazione della voce baritonale di Lanegan e quella della Campbell si sposano alla perfezione.
Il buon riscontro di critica e vendite porta ad un secondo atto : il disco “Sunday at Devil Dirt” forse in tono minore rispetto al precedente.
La collaborazione produce un terzo disco : “Hawk” appunto uscito nel 2010 e che forse è il loro disco più completo e maturo.
L'Lp è un compendio della musica roots americana degli ultimi 30 e più anni, caratterizzato dell’accoppiata di voci Lanegan - Campbell (come detto il contrasto tra il baritono di Lanegan e la voce più delicata della Campbell è molto caratteristico).
Il loro duo, che ricorda molto Lee Hazlewood-Nancy Sinatra, omaggia in “Hawk” il folk, il country, il pop barocco ed il blues.
Gli arrangiamenti e l’atmosfera ricordano i grandissimi Mazzy Star soprattutto nei brani più lenti.
I pezzi sono quasi tutti scritti da Isobel Campbell, tranne due cover di Townes Van Zandt : “Place to fall” e “Snake song” una bella ballad acustica la prima, mentre “Snake Song” qui diventa una indie song blues con tanto di chitarra slide.
E’ presente anche uno strumentale, la title track “Hawk” , un r’n’r con il giro di basso alla “Green Onions” con chi del TomWaits post “Rain Dogs” in sottofondo.
Troviamo ballate country come la mozzafiato “Lately”, o il folk rock con un fingerpickin di chitarra delizioso di “Time of Season”.
L’alternarsi delle voci di Lanegan e della Campbell, trova il massimo splendore in uno dei miei brani preferiti “Cool Water”, anche qui la chitarra arpeggiata è meravigliosa.
Con “Come undone” abbiamo del bel soul pop, dove il piano e la voce di Lanegan vanno a braccetto.
“Eyes of Green” invece ricorda una filastrocca per bambini, da segnalare la lenta “We Die and See Beauty Reign”, mentre forse “You Won't Let Me Down Again” è leggermente anonima e sottotono.
"To Hell and back again" è molto più che un omaggio ai grandissimi Mazzy Star, sia nel suono di chitarra che nella melodia che nel cantato
La voce di Lanegan caratterizza il r'n'b di "Get behind me", trascinante e sgangherato al tempo stesso, infine uno dei brani più belli del disco, la ballata country -folk-indie di "No place to fall".
Il disco ebbe un ottimo riscontro di critica e non andò male neanche con le vendite, per quanto si possa vendere un vinile non commerciale nel secondo decennio del nuovo millennio.
Isobel Campbell dal 2010 non ha pubblicato nessun altro lavoro, mentre Mark Lanegan ha dato alle stampe “Blues Funeral “ (2012), “Imitations” (2013) e “Phantom Radio” nel 2014.
Foto della label della mia copia in vinile di VVR745755
Isobel Campbell & Mark Lanegan - "Time of the Season" - (sample)
Michel Azerrad Arcana Editore PP 479 2010
Di nuovo tempo di vacanze natalizie, quindi niente di meglio che impegnare le serate libere (o i pomeriggi o le mattine) nella lettura di qualche buon libro.
"American Indie" di Micheal Azerrad (titolo originale inglese "Our Band Could be your life") uscì nel ormai lontano 2001, ma la versione italiana (a cura e tradotta da Carlo Bordone, uno dei migliori giornalisti musicali -e non solo - italiani con il quale qualche hanno fa ho avuto il piacere di condividere alcune serate da DJ selector) è del 2010.
Il libro è fondamentale per chi negli anni ottanta ascoltava musica underground, un periodo dove la musica alternativa era davvero alternativa e creava un mondo parallelo alle major ...che ovviamente finirono poi per conquistare il tutto.
E' una pubblicazione importantissima per i giovani che vogliono capire cosa voleva dire essere alternativi in quegli anni e conoscere la storia di ottimi gruppi.
Il libro racconta nascita, ascesa e a volte declino (fermandosi sempre quando la band di turno firma per una major) di 12 band fondamentali per la musica americana (e non solo) degli anni ottanta: Black Flag, Minutemen, Mission of Burma, Minor Threat, Husker Du, Replacements, Sonic Youth, Butthole Surfers, Big Black, Dinosaur Jr, Fugazi, Mudhoney e Beat Happening.
Non è una enciclopedia della musica alternativa (mancano grandissime band : Meat Puppets, Violent Femmes su tutte), è solo il racconto delle loro storie (anche con le parole dei protagonisti) e dello loro stile di vita, che in parecchi casi (basti pensare ai Minor Threat ) è diventato uno stile per moltissimi giovani nel mondo.
Qualcuno di loro suona ancora, si è riformato, o ha creato nuovi progetti, tendendo conto che il libro è uscito nel 2001 e, come scrive Bordone, da allora il "ciclone" Strokes ha cambiato tutto, forse molte storie di queste band si sono rovinate a posteriori con la classica reunion,
Le storie raccontate da Azerrad continuano ad essere bellissime ed importanti, il libro si legge tutto di un fiato e vi farà venire voglia di (ri)ascoltare i dischi di queste band.
P.S.: "Our band could be your life" è il titolo di una canzone dei Minutemen.
Gli inediti delle session con Kim Fowley del periodo 1972-1974 verranno pubblicati dalla Bomp su "The Original Modern Lovers" nel 1981.
Foto della label della mia copia Di BZZ 48004, stampa italiana originale
The Modern Lovers - "She Cracked" - (sample)
Enigma Records 7 73208-1 - ?/86
Strangers When We Meet
Listen to Me Girl
Groovy Tuesday
Cigarette
I Don't Want to Lose You
Time and Time Again
Behind the Wall of Sleep
In a Lonely Place
Blood and Roses
Crazy Mixed-Up Kid
Hand of Glory
Alone at Midnight
Pat Dinizio, vocalist e leader degli Smithereens è un grande collezionista di vinile, nel 2003 scriveva nella prefazione del bellissimo libro di Brett Milano "Vinyl Junkies" di possedere più di 10mila vinili, ed esaltava tutto quello che dei dischi piace a noi collezionisti: il rumore della puntina sui solchi, l'odore, i colori delle copertine
Il primo Lp del suo gruppo è il risultato di questa sua passione, l'esordio a 33 giri, uscito nel 1986, degli Smithereens è un concentrato di generi musicali, frutto di anni di ascolto e di collezionismo.
In “Especially For You” si trova non solo il Power pop, come frettolosamente viene a volte catalogata la band, ma anche il pop dei fifties (Buddy Holly su tutti), il punk rock, il r'n'r e il garage punk, ottimamente mixati in un bel disco che si ascolta con piacere.
Si comincia con il puro power pop in stile anni ottanta di “Strangers when we meet” ottimo brano melodico e rickenbeckeriano, e nel successivo “Listen to me girl” ancora Power Pop con intro di armonica.
Gli Stones vengono citati in “Groovy Tuesday”, ancora echi del gruppo delle pietre rotolanti nella bella "Cigarette" che rimanda alle ballad di metà anni sessanta del duo Jagger-Richards.
Un altro grande nome dei sixties cioè i Byrds riecheggia in "I don't want to lose you", molto eighties ma con un solo finale di chitarra che ricorda molto "I'll fell a whole lot better".
Pop (Beatles e Buddy Holly) e il riff di “Pretty Woman” si incontraono in "Time and time again", ottimo brano ,ballabile e trascinante che oggi sarebbe un dancefloor da classifica!
“Behind the wall of sleep “sembra essere uscita da "Road to ruin”dei Ramones, mentre "In a lonely Place" (bella song d’autore) si incontrano il Jazz, e la bossa nova.
Blues, Hard garage e pop si miscelano in "Blood and Roses" (singolo che toccò le classifiche), rockabilly e pop in "Crazy mixed-up kid", e garage pop (con il riffi di chitarra che rimanda molto al classico garage "Fight Fire") per l'ottima "Hand of Glory"
“Especially for You” fu il primo Lp della band, che si formò ad inizio anni ottanta nel New Jersey, con Pat Dinizio chitarra e voce, Jim Babjak chitarra, Mike Mesaros basso (inizialmente Ken Jones era il bassista, passato poi alla chitarra e poi uscito dalla formazione) e Dennis Diken batteria.
Il gruppo si forma nel giro degli studenti del New Jersey e pubblica due mini EP ad inizio anni ottanta : "Girls About Town2, seguito da "Beauty And Sadness2 nel 1982, nello stesso periodo fanno da spalla ad Otis Blackwell.
The Smithereens 1986
Una cassetta inviata all Enigma records (etichetta dell’ impero Capitol/EMI ) porta finalmente ad un contratto discografico, la band firma per l’Enigma ed entra in studio di registrazione, con Don Dixon come produttore, nel frattempo grazie alla attività live nel circuito new Yorkese il gruppo inizia a farsi conoscere .
L’esordio degli Smitherens è accolto molto bene dalla critica musicale e per un po di tempo gli Smitherens sono la band “trendy” che tutto l’underground vuole ascoltar (almeno nella costa East Coast degli States, un pochino meno in europa).
Con il primo disco (da segnalare anche la partecipazione di Suzane Vega come Backing vocalist che l'anno successivo raggiunse le vette delle classifiche con "Solitude Standing") arriva anche il moderato successo, grazie al singolo “Blood and Roses” che raggiunge le classifiche di Billboard, il brano verrà anche in un episodio del famigerato "Miami Vice" nel 1987.
Gli Smithereens mantengono il loro status di band di cult,o ma in ascesa di popolarità , che negli States viene raggiunta con l’album successivo “Green Throughts” (1988) e con i singoli “Only a Memory” e “House We Used to Live In”.
Con il terzo Lp “11” il gruppo indurisce leggermente il suono, allontanandosi leggermente dal progetto originale, continuano a pubblicare dischi fino a metà anni novanta quando si sciolgono temporaneamente per riformarsi nel 1999, da allora continuano a suonare e a pubblicare Lp.
Foto della label della mia copia in vinile di Enigma 3208, probabilmente stampa originale olandese
The Smithereens - "Stranger when we meet" (sample)
Fondati ad inizio anni ottanta da Shaun Ryder, nascono nella Great Manchester, e sono stati, forse i primi, che hanno iniziato a contaminare suoni rock e dance ed avvicinare il rock al mondo dei Club ed al nascente movimento rave di fine anni ottanta.
Il loro genere è un mix di sixties sound, soul, funk, disco e proto rave, i testi raccontavano storie di vita vissuta dalla working class di fine anni ottanta, di sballo, di acidi e pillole e dei club che iniziavano a sostituire i pub nei divertimenti della working class del nord dell’Inghilterra.
La formazione comprende Shaun Ryder voce, suo fratello Paul Ryder al basso, il chitarrista Mark Day, Paul Davis alle tastiere e il batterista Gary Whelan.
La band entra in contatto con Tony Wilson, suonando nel suo locale La Hacienda, e per la sua neo etichetta (la Factory che sarà una delle etichette di punta del movimento musicale britannico degli anni ottanta /novanta) incidono un Ep nel 1985, seguito, sempre per la Factory Records, dall’ Lp che inizia a far conoscere la band in UK “Squirrel and G-Man Twenty Four Hour Party People Plastic Face Carnt Smile (White Out)”, titolo che già spiega lo stile entro il quale si muove la band .
"24 hour party people" verrà usato anche per il film del 2002 di Micheal Winterbottom sulla scena musicale di Manchester e sulla vita di Tony Wilson.
Il disco porta alla ribalta gli Happy Mondays, l'interesse per la band viene confermato anche dal successivo “Bummed” (1988) sempre per la Factory, ma il successo mondiale arriva nel 1990 con appunto “Pills 'n' Thrills and Bellyaches”.
Il titolo è tutto un programma: Pillole, brividi e mal di pancia, come già detto un tuffo nel mondo musicale dei club con solide basi rock e sixties e con la cultura delle droghe, un piccolo gioellino che ha lanciato uno stile ed ha aperto la porta a due mondi che fino allora sembravano separati.
Tanto per citare un altro capolavoro del genere, l’anno successivo uscì “Screamadelica” dei Primal Scream, anche grazie alla "spinta " data dal disco degli Happy Mondays.
Personalmente ritengo il suono ed i riff di chitarra di Mark Day fra i più freschi ed affascinati dei ninenties, riff ritmici, sixties, moderni e dance .
I pezzi forti del disco sono “Kinky Afro” e “Step on", la prima è una “Father and son” acida, drogata e con la citazione di “Lady Marmalade” : disco imbottita di pillole e chitarre jingle jangle e house beat super trascinante. Supersballo dei ninenties.
“Step on” altro singolo del disco (rifacimento, non proprio una cover, di un pezzo di John Kongos del 1978) con la base super dance, cantato rabbioso e melodico, chitarre jangle e organo che vanno alla grande è un piccolo cult per gli anni novanta.
”Bob Yer Uncle” è un brano dance con tocchi di puro hippie psych (fiati e flauto) e chitarra acustica, il testo racconta di come un marito cerchi di stimolare la vita sessuale di coppia sperimentando nuove posizioni, altroa track trascinante è “God’s Cop” con slide di chitarra e il mid tempo da clubbing, “Donovan” pare essere un omaggio al menestrello delle psychedelia inglese, il brano inizia con un basso soft per poi esplodere con batteria e chitarra funk.
Uno dei brani che preferisco è “Loose fit”, molto dance e con basso da rave, una batteria che scandisce il tempo ma con le chitarre jingle jangle che si inseriscono alla grande, “Danny and Lois” è l'esempio classico delle influenze degli Happy Mondays : intro di percussioni in stile “Sympathy for the devil”, voce melodica in stile sixties ,ma chitarra disco e batteria da Rave party.
Un racconto di una vacanza da sballo ad Amsterdam per “Holiday” con chitarre e cori soul gospel in sottofondo.
Gli Happy Mondays diventano una delle band più “in” del Regno Unito, anche grazie al Madchester sound che imperversa (Stone Roses, Charlatans, Inspiral carpets..), nei club si ballano i loro brani e i giovani utilizzano il loro look fatto di pantaloni e vestiti larghi (quasi un proto grunge) ispirato anche dai rapper.
Anche la copertina del disco è purò “acido”, un giallo coloratissimo con una serie di icone che oggi violerebbero i diritti d’autore .
L'Lp arriva in vetta alle classifiche inglesi, (numero 4 UK) , raggiungendo il disco di platino.
La band si sciolse una prima volta nel 1993, si riformò nel 1999, nel 2004 e nel 2012, avendo in comune il solo Shaun Ryder.
Gli Happy Mondays hanno pubblicato un disco “Uncle Dysfunktional” nel 2007, ma non hanno mai più raggiunto i picchi dei “Pills ,Thrills & Bellyaches” .
Foto della label della mia copia in vinile di FACT320 ,stampa originale UK
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