Peggy Sue si è Sposata- 1986- Regia Francis Ford Coppola, con Kathleen Turner, Nicholas Cage, Jim Carrey, Helen Hunt, Barry Miller, Joan Allen, Kevin J. O'Connor -Durata 104 Min.
Francis Ford Coppola in “Peggy Sue si è sposata” realizza uno dei sogni del genere umano: rivivere la propria gioventù con l’esperienza e le conoscenze della età adulta. Chi non ha mai sognato questo?
1986 : Peggy Sue (interpretata da Kathleen Turner all’ epoca attrice sulla cresta dell’ onda) è sposata con Charlie (Nicholas Cage, nipote di Coppola e nel 1986 quasi ad inizio carriera), hanno due figli, sono crisi e la loro vita è piena di rimpianti per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato.
Durante la Festa dei 25 anni del diploma viene rieletta reginetta del ballo, sviene entra in coma e si risveglia nel 1960 adolescente. Curiosamente lo stesso “ trucchetto “ del coma per viaggiare nel tempo verrà ripreso anni dopo nella bellissima serie TV inglese “Life on Mars” e nel suo sequel “Ashes to Ashes”.
Rivive il passato e rivede i compagni di allora, il secchione, il beatnik, rivede i genitori, il marito ed inizia a ricordare e scopre particolari che non sapeva: ad esempio il marito che allora sognava di diventare il nuovo Dion, coltivava il suo sogno andando a cantare nei locali frequentati dalla gente di colore, nel 1960 voleva dire essere disposti a tutto per realizzare i propri sogni.
Peggy Sue (evidentissimo omaggio a Buddy Holly) cerca di cambiare il passato ma non ci riesce, allora inizia a capire che il passato era sì meraviglioso ma alla fine si cresce, si hanno esperienze positive e negative che formano una persona e che ne costituiscono il suo bagaglio umano. Si risveglia dal coma e trova il marito e le figlie e capisce che la sua vita non è un fallimento e riparte da capo.
Divertente film con evidente gusto nostalgico, e ricco di trovate divertenti, è un altro esempio (insieme al must “Ritorno al futuro”) di come nei “moderni “ eighties” forse si aveva nostalgia dei bei tempi andati, oltre al fattore anagrafico : registri ed autori cresciuti nei sixties che amavano ripercorrere e rivivere la loro gioventù.
Tra i protagonisti l’immancabile Sofia Coppola, e le future star Jim Carrey (un amico di Charlie), Helen Hunt nei panni della figlia di Peggy Sue e Marshall Crenshaw nel ruolo di un musicista.
Colonna sonora con Buddy Holly, Dion, The Olympics, Little Anthony and the Imperials , The Duprees ,The Champs tutti gruppi che imperversavano in un periodo musicale molte volte sottovalutato, tra la fine del r’n’r e l’inizio della British Invasion (1959-1963) e che anche grazie a film come questo venne giustamente riscoperto e rivalutato.
Foto della label della mia copia in vinile di 925385-1
Husker Du - "I don't want to know if you are lonely" - (sample)
George P. Pelecanos - Non Temerò Alcun Male Ed Piemme 359 pp
Washington D.C., 1986: sono passati dieci anni dalle vicende narrate in King Suckerman (vedi http://thefreewheelingroover.blogspot.it/2013/11/george-p-pelecanos-king-suckerman.html) e Marcus Clay e Dimitri Karras adesso sono dei quasi quarantenni, Clay ha alle spalle un matrimonio fallito, un figlio di tre anni ed è proprietario di una catena di negozi di dischi la Real Right Records, Dmitri lavora come direttore per Clay ma ha ancora una vita non "regolare" : serate, concerti, donne e soprattutto tanta cocaina.
In dieci anni Washington è cambiata: soldi ovunque e tanta droga nelle strade, i freakettoni di dieci anni prima o sono a riposo o hanno sostituito la marijuana con la coca, la città è cambiata, violenze e gang imperversano in molti quartieri.
In mezzo alla finta opulenza degli anni ottanta (elettronica di grande consumo, macchine, droga ) Clay e Karras si trovano di nuovo nei guai.
Il fidanzato di una vecchia fiamma di Karras prende dei soldi da una macchina di uno spacciatore distrutta da incidente mortale che avviene vicino al nuovo negozio della Real Right Record in quartiere difficile, in mano agli spacciatori
Da allora narcotrafficanti, poliziotti corrotti, gang di ragazzini cresciuti troppo in fretta entrano in gioco e coinvolgono Clay, Karras ed i loro amici.
Anche questa volta l’epilogo sarà duro e violento, e a qualche protagonista servirà per crescere e tornare ad essere (o diventare) un vero uomo.
Un altro episodio della serie Washington D.C., una storia mozzafiato, scritta benissimo e che si legge in un attimo, condita da tanta musica anni ottanta, (black music e il rock alternativo la fanno da padrona): Run Dmc, Husker Du, Echo and the Bunnymen, Minor Threat, Black Flag, Pogues, Replacements, Cameo, Mellencamp, Chuck Brown, Clash, Green on Red e molti altri, dimostrazione che Pelecanos è un vero esperto di musica.
Uscito negli States nel 1998, nella prima versione italiana si intitolava “Una dolce eternità ”, riedito adesso con un nuovo titolo, è un grande romanzo con una ottima storia che vi farà ricordare gli Eighties, e vi coinvolgerà alla grande!
Superconsigliato!!!!
Enigma Records 7 73208-1 - ?/86
Strangers When We Meet
Listen to Me Girl
Groovy Tuesday
Cigarette
I Don't Want to Lose You
Time and Time Again
Behind the Wall of Sleep
In a Lonely Place
Blood and Roses
Crazy Mixed-Up Kid
Hand of Glory
Alone at Midnight
Pat Dinizio, vocalist e leader degli Smithereens è un grande collezionista di vinile, nel 2003 scriveva nella prefazione del bellissimo libro di Brett Milano "Vinyl Junkies" di possedere più di 10mila vinili, ed esaltava tutto quello che dei dischi piace a noi collezionisti: il rumore della puntina sui solchi, l'odore, i colori delle copertine
Il primo Lp del suo gruppo è il risultato di questa sua passione, l'esordio a 33 giri, uscito nel 1986, degli Smithereens è un concentrato di generi musicali, frutto di anni di ascolto e di collezionismo.
In “Especially For You” si trova non solo il Power pop, come frettolosamente viene a volte catalogata la band, ma anche il pop dei fifties (Buddy Holly su tutti), il punk rock, il r'n'r e il garage punk, ottimamente mixati in un bel disco che si ascolta con piacere.
Si comincia con il puro power pop in stile anni ottanta di “Strangers when we meet” ottimo brano melodico e rickenbeckeriano, e nel successivo “Listen to me girl” ancora Power Pop con intro di armonica.
Gli Stones vengono citati in “Groovy Tuesday”, ancora echi del gruppo delle pietre rotolanti nella bella "Cigarette" che rimanda alle ballad di metà anni sessanta del duo Jagger-Richards.
Un altro grande nome dei sixties cioè i Byrds riecheggia in "I don't want to lose you", molto eighties ma con un solo finale di chitarra che ricorda molto "I'll fell a whole lot better".
Pop (Beatles e Buddy Holly) e il riff di “Pretty Woman” si incontraono in "Time and time again", ottimo brano ,ballabile e trascinante che oggi sarebbe un dancefloor da classifica!
“Behind the wall of sleep “sembra essere uscita da "Road to ruin”dei Ramones, mentre "In a lonely Place" (bella song d’autore) si incontrano il Jazz, e la bossa nova.
Blues, Hard garage e pop si miscelano in "Blood and Roses" (singolo che toccò le classifiche), rockabilly e pop in "Crazy mixed-up kid", e garage pop (con il riffi di chitarra che rimanda molto al classico garage "Fight Fire") per l'ottima "Hand of Glory"
“Especially for You” fu il primo Lp della band, che si formò ad inizio anni ottanta nel New Jersey, con Pat Dinizio chitarra e voce, Jim Babjak chitarra, Mike Mesaros basso (inizialmente Ken Jones era il bassista, passato poi alla chitarra e poi uscito dalla formazione) e Dennis Diken batteria.
Il gruppo si forma nel giro degli studenti del New Jersey e pubblica due mini EP ad inizio anni ottanta : "Girls About Town2, seguito da "Beauty And Sadness2 nel 1982, nello stesso periodo fanno da spalla ad Otis Blackwell.
The Smithereens 1986
Una cassetta inviata all Enigma records (etichetta dell’ impero Capitol/EMI ) porta finalmente ad un contratto discografico, la band firma per l’Enigma ed entra in studio di registrazione, con Don Dixon come produttore, nel frattempo grazie alla attività live nel circuito new Yorkese il gruppo inizia a farsi conoscere .
L’esordio degli Smitherens è accolto molto bene dalla critica musicale e per un po di tempo gli Smitherens sono la band “trendy” che tutto l’underground vuole ascoltar (almeno nella costa East Coast degli States, un pochino meno in europa).
Con il primo disco (da segnalare anche la partecipazione di Suzane Vega come Backing vocalist che l'anno successivo raggiunse le vette delle classifiche con "Solitude Standing") arriva anche il moderato successo, grazie al singolo “Blood and Roses” che raggiunge le classifiche di Billboard, il brano verrà anche in un episodio del famigerato "Miami Vice" nel 1987.
Gli Smithereens mantengono il loro status di band di cult,o ma in ascesa di popolarità , che negli States viene raggiunta con l’album successivo “Green Throughts” (1988) e con i singoli “Only a Memory” e “House We Used to Live In”.
Con il terzo Lp “11” il gruppo indurisce leggermente il suono, allontanandosi leggermente dal progetto originale, continuano a pubblicare dischi fino a metà anni novanta quando si sciolgono temporaneamente per riformarsi nel 1999, da allora continuano a suonare e a pubblicare Lp.
Foto della label della mia copia in vinile di Enigma 3208, probabilmente stampa originale olandese
The Smithereens - "Stranger when we meet" (sample)
Go Disc! AGOLP7- 10/86
Happy Hour
Get Up off our knees
Flag day
Anxious
Reverend Revenge
Sittin on a Fence
Sheep
Over There
Think for a minute
We are not Deep
Leaon on me
Freedom
Go disc! AGOLP9- 9/87
The People Who Grinned Themselves to death
I can't put my finger on it
The light is always green (For young male pop star)
The world's on fire
We're not going back
Me and the farmer
Five get over excited
Johannesburg
Bow down
You better be doubtful
Build
Questa volta un post non su un singolo lp, ma su una discografia (che poi si riduce a 2 soli lp) per raccontare la storia breve, ma intensa, degli Housemartins.
Storia che comincia nella città di Hull (Yorkshire, nord dell’ Inghilterra) nel 1983, e la provenienza geografica, a mio giudizio, influenzerà molto sia i testi che la musica degli Housemartins.
Siamo negli anni ottanta e la politica ultraconservatrice della Thatcher combatte e vuole eliminare i diritti e i posti di lavoro (anche se qualcuno parlava di “privilegi”…mah!!!) della classe operaia, classe operaia che in UK all' epoca era in maggioranza residente nel Nord, sede di industrie e miniere e molti dei ragazzi cresciuti in quei posti avevano posizioni contrari alla Thatcher e maturavano idee molto vicine al socialismo, cosa che accedde anche agli Housemartins.
Anche musicalmente la provenienza dal nord dell’ Inghilterra si faceva sentire, il sound degli Housemartins era molto distante da quello che all’ epoca andava di moda a Londra è cioèNew Romantic, Synth pop, Post punk etc..., in quanto si ispirava molto al pop, al punk più melodico ad esempio dei Buzzcocks (anche loro del Nord) e al tipico genere ascoltato nel nord dell’ Inghilterra ,cioè il northern soul .
Mi piace definire il sound degli Housemartins Northern Pop, cioè un sound dove tematiche sociali, e il mix dei generi musicali citati precedentemente si fondono in una miscela perfetta, un gruppo come gli Housemartins a mio parere poteva nascere solo nel nord dell' UK, dove queste influenze sia culturali che musicali avevano, all' epoca, radici più salde; un gruppo che culturalmente e musicalmente (anche se un pochino più punk e ska) affini agli Housemartins erano ad esempio i Redskins: molto politicizzati, provenienza Yorkshire e uso di ska e punk lontano dai lustrini synth di moda all 'epoca a Londra.
Il gruppo,come detto, si forma nel 1983 a Hull (tra l’altro città natale del grande Mick Ronson chitarrista di Bowie ) con P.D. Heaton voce, Stan Cullimore chitarra; Hugh Whitaker batteria e Ted Kay rimpiazzato quasi subito da Norman Cook al basso.
Dopo una serie di concerti locali, e la presenza del brano "Flag day" nella compilation "Laughin all the way to the bank" vengono notati dagli addetti ai lavori, ed il grande dj John Peel li invita in radio e registrano con lui una session.
Il tutto suscita l’interesse della Go!disc, che nel 1985 pubblica il singolo "Flag day "(raggiunse la posizione 132 in classifica, in una versione leggermente differente da quella dell’ album) e l’anno successivo i singoli “Sheep" ed "Happy hour".
Questo ultimo singolo, uscito nel maggio del 1986, raggiunse la posizione numero 3 e fece scoprire gli Housemartins al grande pubblico e anticipò di qualche mese l’uscita dell’ album “London 0 Hull 4”.
L’Inghilterra, l’europa e il mondo conobbero gli Housemartins, con la loro aria da ragazzi della porta accanto ( un look veramente da ragazzo inglese medio degli anni ottanta), il loro orientamento a sinistra, il loro Northern pop - ripeto una miscela pop di punk melodico, soul, beat - senza fronzoli e il loro sound chitarristico, (Simon Reynolds nel monumentale “Post Punk” dice che dopo anni passati ad ascoltare i synth del post punk dei primi anni ottanta, si aveva una voglia matta di ascoltare solo gruppi con le chitarre), il loro stile non retrò ma assolutamente non super innovativo e last but not least loro ironia.
Il titolo dell’ album "London 0 Hull 4" è una altro segnale dello stile Housemartins: il risultato di una fantomatica partita di calcio dove L’Hull City batte fuori casa la metropoli Londra.
Il disco si apre con il pop punk di "Happy hour", stupenda melodia pop con un bel suono chitarristico, il brano è una critica ironica alla moda, allora imperante in UK, dell’ happy hour nei pub, (moda che in Italia arrivò parecchi anni dopo) molto diffusa nella middle class impiegatizia che magari per far carriera è disposta a passare i pomeriggi al pub con il boss.
Puro pop socialista invece per la stupenda "Get up off our Knees", mentre il loro primissimo singolo "Flag Day" brano che parte come una ballad per poi esaltarsi in un fantastico ritornello, oltre a descrivere l'impoverimento delle classi operaie e medie dell Inghilterra thatcheriana, è una denuncia contro la Regina, contro la "finta carità " delle classi abbienti (non dimentichiamoci che in quegli anni nascono i vari Band Aid, Rock for Africa etc etc..); infatti il termine Flag day in UK viene utilizzato per indicare la giornata dove le associazioni caritatevoli si adoperano per cercare porta a porta dei fondi.
La presenza di uno strumentale come "Reverend Revenge" rende ancora più originale il disco, la movimentata e super pop "Sheep" è un attacco ironico alla omologazione culturale, al populismo e alle persone che si comportano come pecore.
"Think for a minute" è una soul ballad che richiede un momento di pausa per pensare che forse la frenesia degli anni '80 non porta a nulla di buono.
Da segnalare, tra i pezzi di chiusura del disco, l' irresistibile Bubblegum pop punk di "We are not deep" e la bellissima "Freedom", adattamento bianco (cioè molto pop punk) di un classico giro r'n' b (tanto per capirci alla "Everybody needs somebody"), il testo è una critica verso i mass media e la libertà (di stampa) della società capitalistica :
They pretend they're differing points of view But it's only different shades of blue
Il disco è una vera e propria rivelazione musicale ed un capolavoro fondamentale degli anni ottanta, che porta alla ribalta gli Housemartins anche grazie alla particolare voce di Heaton (che ammetto, per molte volte in tempi passati, ho confuso con quella di Morrisey).
A fine anno gli Housemartins fanno il botto: il singolo "Caravan of Love", versione a cappella di un pezzo degli Isley Brothers, arriva prima in classifica (oltre che su singolo, è possibile trovare il brano insieme ad altri singoli e bsides, nella raccolta uscita postuma "Now that's what I call Quit Good").
Foto della label della mia copia in vinile di "London 0 Hull 4" Su CHS 41537, versione canadese su Chrisalys
The Housemartins -Happy hour (sample)
Il successo coglie impreparati gli Housemartins, che perdono il batterista Whitaker (pare per il troppo stress causato dalla popolarità ) e lo sostituiscono con Dave Hemingway, tra l'altro molto divertente l'idea del video del singolo tratto dal secondo album "Five get over excited", nel quale si vede Hemingway che rapisce Whitaker ed inizia a suonare con i tre Housemartins rimasti , che stupiti si interrogano sul nuovo batterista.
Il rifiuto di partecipare alla premiazione dei Brit Awards fà si che parte della stampa specializzata inizi ad osteggiare i 4 ragazzi di Hull.
Con queste premesse, l'uscita del secondo disco "The People Who Grinned Themselves to Death" pare non essere sotto una buona stella, invece il secondo Lp, sebbene non riscuota lo stesso successo del primo, essendo forse più studiato e meno spontaneo, si rivela ancora un ottimo disco anche in fatto di vendite ed è pubblicato a solo un anno di distanza dal primo.
Il disco, rispetto al primo Lp, possiede venature più soul ed influenze meno pop -punk, e raggiunge rapidamente la vetta delle classifiche inglesi.
La title track è un bellissimo r'n'b con influenze pop, dedicato a chi continua a rimare fermo nelle proprie convinzioni, a chi continua a sorridere anche se si trova in punto di morte (figurata!!), agli apatici, alla società inglese immobile che non si ribella alla distruzione creata dal governo della signora Thatcher.
La messicaneggiante "I can't put my finger on " è divertentissima, e "The light is always Green" è puro blue eyed soul , il power pop invece si fa sentire in "We are not going back".
Gli Housemartins 1987 , foto tratta dalla busta interna del secondo Lp
Il lato B del Lp si apre con due dei brani più conosciuti degli Housemartins: la super pop, con lotta sociale inclusa, "Me and the Farmer" e la bellissima "Five Get over Excited" (numero 11 in classifica UK) brano in puro stile Beach Boys con tanto di coretti "Fun Fun Fun", il significato della canzone (critica alla thatcher?, storia ironica di due adolescenti che si trasforma in tragedia?) è, almeno a me, oscuro.
La chitarra di Stan Cullimore accompagna la melodica e jazzata voce di Heaton nella stupenda "Johannesburg" brano che racconta l'apatheid .
La meravigliosa ballata soul "Build" che pare ( non sempre i testi degli Housemartins sono chiari, sopratutto se non si è ben immersi nel contesto sociale dell' epoca) essere un attacco contro l'urbanizzazione selvaggia e la distruzione delle comunità locali , chiude il secondo Lp degli Housemartins.
Tensione interne e nuovi interessi portarono quasi subito dopo la pubblicazione del disco allo scioglimento del gruppo, il cantante dichiarò :"Volevamo diventare famosi entro tre anni e abbiamo raggiunto l'obiettivo" .
Heaton formò i Beautiful South insieme ad Dave Hemingway ottenendo ancora un buon seguito, mentre Norman Cook prima fondo ì Beats International e poi negli anni novanta riscosse un successo planetario con lo pseudonimo di Fat Boy Slim.
La raccolta postuma , autorizzata dai componenti del gruppo , "Now That's What I Call Quite Good" uscita nel 1988 mise la parola fine alla storia brevissima di una band che seppe tornare alle origini senza essere retrò, e che con dell' ottimo pop creò canzoni di critica sociale e protesta (forse un pochino estremisti per gli "spensierati "anni ottanta) e, a mio giudizio, creò un nuovo genere: il Northern Pop.
Foto della Label in vinile della mia copia di "The People who..." su Chrysalis CHR1616 stampa italiana.
The Housemartins -The People Who Grinned themselves to death (sample)
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