A Canadian Trip Part One : The Kensington Market







Kensington Market - Avenue Road- Warner Bros WS1754 -7/68
1.I Would Be The One 2.Speaking Of Dreams 3.Colour Her Sunshine 4.Phoebe 5.Aunt Violet's Knee 6.Coming Home Soon 7.Presenting Myself Lightly 8.Looking Glass 9.Beatrice 10.Girl Is Young











Kensington Market - Aardvark - Warner Bros WS1780 - 9/69
1.Help Me 2.If It Is Love 3.I Know You 4.The Thinker 5.Half Closed Eyes 6.Said I Could Be Happy 7.Ciao 8.Ow-ing Man 9.Side I Am 10.Think About The Times 11.Have You Come To See 12.Cartoon 13.Dorian









Un piccolo Viaggio, con questo post, nella musica psichedelica Canadese. Canada (paese patria di Leonard Cohen, Neil Young e Joni Mitchell solo per citare i più famosi) per scoprire uno dei migliori gruppi (e ne esistono ancora molti altri vedi http://thefreewheelingroover.blogspot.it/2013/02/fraser-debolt-with-ian-guenther.html ) di fine sixties, pionieri del popsike, della sperimentazione e della psychedelia : The Kensington Market!
Autori di due ottimi Lp verso la fine degli anni sessanta  “Avenue Road” (1968) e “Aardwark”(1969), la band è stata una delle migliori espressioni della psychedelia pop, con una storia interessante e che rappresenta  adeguatamente la scena di Toronto di fine anni sessanta.
Il gruppo  ruota attorno alla figura di Keith McKie, inglese di nascita ma trasferitosi da bambino nella zona di Toronto.
A metà anni sessanta McKie suona insieme al bassista Alex Darou nei Vendettas gruppo locale. Nel 1967 l’onda Hippie è arrivata anche a Toronto e Bernie Flickstein già manager dei Paupers cerca un gruppo che possa rappresentare  le nuove tendenze psychedeliche della musica rock.
Grazie a Finklelstein,  Keith McKie ed Alex Darou entrano in contatto con Gene Martynec figura conosciuta della scena musicale di Toronto visto che suonava con Bobby Kris & The Imperials autori di due singoli con buon riscontro locale tra cui una cover di  “Walk on By“.
L’organico viene completato con il batterista Jimmy Watson e con un altro personaggio conosciuto della scena musicale di Toronto: Luke Gibson proveniente dalla band Luke and the Apostles.
Il nome del gruppo viene preso da un famoso mercato cittadino e i nostri iniziano a suonare in Canada, da segnalare lo show ad Expo 67 a Montrèal. Poco prima la band pubblicò un singolo "Mr John/Kensington Market" per la piccola etichetta Stone Record.
1968: esistono due differenti versioni, la prima racconta che Zal Yanovski dei Lovin' Spoonful  parlò a Felix Pappalardi (futuro membro dei Mountain, ma allora produttore famosissimo grazie al successo dei dischi dei Cream) dei Kensington Market, Pappalardi volò in Canada e li mise sotto contratto, diventando loro manager. La seconda versione sostituisce a Zal Yanovski   l' ex chitarrista di Gordon Lightfoot, David Rea.
Risultato : I Kensington Market  andarono a New York ed entrarono in studio per registrare il loro primo Lp "Avenue road" pubblicato nel luglio del 1968.
Il disco deve molto alla produzione di Pappalardi, ed è un buon disco con ottime composizioni (principalmente di McKie), ottima tecnica dei cinque musicisti e zeppo di quello che verrà poi definito Baroque pop e psychedelia Pop. Forse manca di un pochino di sperimentazione per far fare il salto di qualità alla band, ma è un buon prodotto. Altra penalizzazione è probabilmente la copertina, f poco "cool" che ritrae i nostri in una tormenta di neve.
Il brano di punta è "I would be the one" pezzo che raggiunse una notevole popolarità, la canzone è ottima grazie alla produzione di Pappalardi con chitarre e trombe "Spanish" ed una melodia perfetta.
Pop ricercato e mid tempo per "Speaking of Dream", "Beatrice" e la finale "Girl is young".
"Color her sunshine" è un blues da night club (40 anni prima  di Micheal Bublè) suonato con una tecnica sopra la media .
Ancora sunshine pop per "Coming Home soon" invece "Present myself lightly" ricorda le canzoni dei pop Kinks con humor e vaudeville, semplicemente deliziosa.
"Looking glass", evidentemente ispirata ai romanzi di Lewis Carroll, è un brano che miscela pop Psych e favole, abbastanza ricercata e sperimentale.
Il pop forse troppo zuccheroso e una struttura poco fluida rendono un pochino stancante "Phoebe" che forse poteva essere valorizzata meglio.
Altro brano "top" è la folk  "Aunt Violet's knee", bellissima, folk con tanto di fiati e  in perfetto british style.
Foto della label della mia copia in vinile di WS1754. Label Gold usata dalla Warner Bros teoricamente fino a WS1730 il disco è leggermente successivo, ma è comunque una copia originale. Quotazione: in rete viene valutato dai 20 ai 40 dollari.

Il disco non ebbe il riscontro che la band sperava nonostante una buona campagna pubblicitaria, il successo (limitato) del singolo "I Would be the one" e le ottime recensioni della stampa specializzata. Il gruppo iniziò un lungo tour negli States toccando New York, Los Angeles (con Spooky Tooth), Chicago, Detroit (concerto con MC5 e Pacific Gas & Electric).

Kensington Market - "Aunt violet's Knee" - (sample)


Il tour a quando pare fu caratterizzato da un atmosfera abbastanza selvaggia e parecchio uso di droghe  nel tipico stile di fine sixties.
La band si ritrovò in studio per registrare il secondo album "Aardwark" (a Toronto agli Eastern Studios a differenza dell' esordio registrato a NY) che risente delle influenze psych del tour e soprattutto della voglia di "sperimentare" della band.
Verranno utilizzati moltissimi effetti e nuove tecnologie (per l'epoca): sintetizzatori, effetti da studio harpiscord, rispecchiando una tendenza del periodo cioè cercare di utilizzare suoni "nuovi" e "diversi" per rendere "nuova " la musica rock, praticamente l'idea originale della psychedelia.
Da segnalare in molti brani l'uso del Moog, allora strumento ultra innovativo suonato da  John Mills-Cockell.
"Aardwark" è un disco sperimentale , una piccola gemma perduta, con ancora Pappalardi in cabina di regia, ma con più brani composti da Martynec, Sperimentazione si, ma anche molto molto pop, forse uno dei migliori dischi di popsike di sempre con melodie perfette e ottimi brani: un piccolo capolavoro perduto!
Si parte con "Help me"  stomp con un andamento funk, ma imbevuta di psychedelia pop per arrivare alla STUPENDA "If is it love", lennoniana, con tanto di Harpsicord, retrogusto pop e tocco folk.
"Half closed eyes"  è una bellissima pop ballad melodica, con un arrangiamento perfetto da pop barocco ed una ottima chitarra ed effetti in sottofondo, un tocco di folk british la rende davvero ottima.
Echi  di Beatles, Left Banke e Beach Boys per "Said i Could be happy" terzinato e pop,  suonato con una tecnica sopraffina, un altro gioellino di questo disco dimenticato.
La side A si chiude con la breve "Ciao" intro con piano ed effetti e  "Ow-ning Man" improvvisazione pura.
Ottime ballate in stile McCartney per “Think about the times” e "I know you" brani che  oggi sarebbero hit da classifica.
Anche il lato B è di altissimo livello a partire con “Side I Am”  con il suo intro zeppo di effetti, e la sua melodia baroque pop influenzata dai Beatles.
Una ritmica r’n’b e una altra melodia beatlesiana  per l’ottima “Have you come to see”, invece con la successiva  “Cartoon"  si raggiungono vette creative, il brano è un gioellino pop melodico e sperimentale degno di essere in "Sgt Pepper" dei Beatles, un piccola meraviglia popsike, con effetti e melodia che si fondono insieme alla perfezione.
Chiude il disco “Dorian”, composizione di Pappalardi e Gibson, una piccola jam di quasi 7 minuti di pop barocco.
"Aardwark" è da considerarsi uno dei migliori dischi di psych pop di sempre, ma purtroppo ,come spessissimo accade non venne considerato  molto dal pubblico.

Foto della label della mia copia in vinile di WS1780, label green con logo W/ usata dalla WB per tutto il 1969 e parte del 1969. Quotazioni in rete il disco viene valutato dai 20 ai 40 dollari.

La band, rimase per breve tempo in un limbo, il loro manager Finkelstein li abbandonò e  questo portò piano piano  allo scioglimento del gruppo, Watson abbandonò, Martynec riprese a studiare musica sperimentale e Alex Darou a causa di problemi di salute lascio il gruppo. Quest' ultimo si ridusse a vivere chiuso in casa e mori tragicamente ad inizio degli anni settanta.
La band proseguì come duo con Luke Gibson e Keith McKie, ma subito dopo Luke Gibson ritornò con i Luke and the Apostles.
Una delle migliori band canadesi, lascia due dischi. un buon esordio ed un piccolo gioiellino di psychedelia barocca.
Luke Gibson continuò la carriera solista, carriera che verrà raccontata nella seconda parte del post dedicato a un Viaggio in Canada.
Gene Martynec, oltre a collaborare con Gibson, lavorerà con Bruce Cockburn.
I Kensington Market si riformeranno nel 1999 per una breve serie di concerti.

Kensington Market - "Cartoon" -(sample)

Tonypop

...un semplice appassionato

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