The Gang - Barricada Rumble Beat




Tam Tam Record 33002 -?/87

  1. Goin' To The Crossroad
  2. Blue Message
  3. Clyde Warrior & Jessy Colt
  4. Don't Turn Your Back
  5. Warrior Poet
  6. Junco Partner
  7. Against Power Dollar
  8. Rumble Beat
  9. Song Of The Prisoner
  10. Midnight Serenade
  11. Bad News From Swing Street
  12. Not For Sale
Nel novembre 1987 su Rai2 andava in onda una trasmissione pomeridana di Renzo Arbore : Doc.
Doc è stato delle più bei programmi dedicati alla musica rock e non solo, oltre ad ospiti illustri venivano invitati gruppi underground che suonavano e non band o cantanti da talent show. Considerando che ancora a fine anni ottanta, su quella che adesso viene chiamata tv generalista, vedere un video dei Clash era una impresa impossibile, avere una trasmissione del genere era una manna dal cielo per gli appassionati  e per i neofiti musicali.
In uno di quei pomeriggi vidi suonare the Gang, band italiana di Filottrano in provincia di Ancora, all epoca composta dai fratelli Severino voci e chitarra e come si legge nelle note di copertina El Kid  e Bum Bum e fu subito amore: erano iconograficamente  stupendi, suonavano una musica trascinante (sì certo dovevano molto ai Clash, ma anche a tutta le musica inglese come i Jam, Billy Bragg, il  Mod Revival, il  british blues) ed erano ultra militanti di sinistra, cosa che nella seconda metà degli anni ottanta non era cosi scontata, anzi il decennio aveva già fatto le sue vittime e la mentalità delle persone era sempre più vicina al liberismo selvaggio che pareva dare (finto) benessere.
Mi misi subito alla ricerca dei loro dischi, mi procurai il loro Ep d’esordio “Tribes Union” (1985) dove mi innamorai del inno terzomondista “Libre El Salvador” e poi trovai l’lp “Barricada Rumble Beat”del 1987.
Il disco (cantato in inglese) è il punto d’arrivo della prima parte della carriera dei Gang, nati a fine anni settanta nelle Marche come gruppo punk successivamente folgorati dai Clash e dalla scena londinese  ad inizio anni ottanta.
“Barricada Rumble Beat”  è uno dei migliori dischi (anzi forse per gusti personali il miglior disco) rock degli anni ottanta italiani: testi duri, suoni che vanno dal punk, al reggae, al blues, alla tradizione folk (prevalentemente americana), simili (ma non semplici cloni attenzione!! ) ai Clash, ma con una originalità italica notevole.
Anche a livello di produzione e suoni la band dimostra di avere un alto livello, si circonda di ottimi musicisti e nel disco collaborano anche Billy Bragg e l’armonicista  Andy J.Forest. Il suono del disco è notevole (si poteva fare meglio, ma considerando che è praticamente una produzione indipendente del 1987 è più che buono) e il livello compositivo è altissimo.
Il lato A inizia con “Going to the Crossroad “ in perfetto stile Jam con tastiere ed il basso alla mod revival  e con Billy Bragg alla chitarra, “Blue message” è un bel brano rock con venature pop che ricorda i brani più melodici di “Sandinista".
R’n’b miscelato con una bella chitarra funky per “Don’t turn your back “ con un testo (parte in spagnolo)  che riconferma le intenzioni dei Gang :

hey man, no pierdas el ultimo
tren del deseo
’77 ojos Ilénos dè futuro
ojos inquietos
durenos solo de su proprio
destino social

“Warrior poet” bellissimo brano chitarristico è dedicata a (come dissero i Gang nella citata trasmissione Doc) “…tutti quelli che combattono (le ingiustizie ) con la penna” Da citare anche in chiusura della prima facciata una cover Folk di “Junco Partner”.
Il Funky di "Against Power Dollar" apre il lato B, seguito a ruota dallo Ska da battaglia che si trasforma in un quasi dub à la Clash di "Rumble Beat".
Personalmente trovo una influenza dello Springsteen dei primi album (soprattutto per l’uso dei fiati) sia in "Song of the Prisoner" che nella lenta "Midnight Serenade".
In chiusura lo swing di "Bad news for bad street" e il manifesto "Not for Sale" dove i Gang dicono di non essere in vendita. Non lo erano, non lo sono mai stati e mai lo saranno.
Davvero un grande disco, che venne poi ristampato dalla CGD qualche anno dopo, I Gang fecero uscire nel 1989 “Reds” sempre in inglese  (e  in tono minore rispetto al bellissimo “Barricada Rumble Beat”) e poi iniziarono un percorso leggermente diverso, rimanendo prima in tre con Andrea Mei e poi praticamente soltanto in due (i due fratelli Severino), cantando in italiano ed avvicinandosi di più alle tradizioni Folk dello Stivale, ma mantenendo una etica e una militanza coerentissime facendo nascere quello che qualcuno ha definito Combat Folk.
Il primo segno di questo cambiamento è l’Lp (bellissimo) del 1991 “Le Radici e le ali” , da allora i Gang hanno pubblicato altri sette Lp, sta uscendo in questi giorni il loro ultimo lavoro “Sangue E Cenere”.
Il 9 Gennaio saranno di scena nella “My Hometown”, o meglio a Collegno alle Lavanderie a Vapore.

Foto della label della mia copia in vinile di Tam Tam 33002, copia originale.


The Gang - "Warrior Poet" - (sample)

Tonypop

...un semplice appassionato

2 commenti:

  1. Ragazzi fantastici i Gang, ho intervistati per la radio dove trasmettevo, all'uscita del loro Tribes Union che comprai da Disfunzioni Musicali di Roma fresco di stampa. passione cuore e amore, per il rock'n' roll come solo i Cheap Wine in seguito hanno avuto.

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  2. Verissimo...sopratutti veri e coerenti sempre

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