Camper Van Beethoven - Our Beloved Revolutionary Sweetheart





Virgin Records - 90918 - 5/88

  1. Eye of Fatima (Part One)
  2. Eye of Fatima (Part Two)
  3. O Death 
  4. She Divines Water
  5. Devil Song
  6. One of These Days 
  7. Turquoise Jewelry
  8. Waka
  9. Change Your Mind
  10. My Path Belated 
  11. Never Go Back 
  12. The Fool 
  13. Tania
  14. Life Is Grand
Il quarto album degli americani Camper Van Beethoven uscì nel  Maggio 1988, fu il primo Lp della band ad uscire per una major (la Virgin Records) e trasformò il gruppo da oggetto di culto del circuito indipendente a  band che qualcuno oggi definirebbe di tendenza.
Probabilmente non è il loro lp più bello, ma forse è il più completo e quello che chiuse il percorso artistico dei Camper Van Beethoven.
I nostri si formano ad inizio anni ottanta in California a Redland, per poi gravitare attorno alla University of California a Santa Cruz.
Il nucleo iniziale è composto dal cantante David Lowery, il polistrumentista Chris Molla, e il batterista Bill McDonald, cui si aggiungono Jonathan Siegel (violino e tastiere) e Victor Krummenacher al basso.
Ad inizio anni ottanta nel sud della California, uno dei generi musicali più ascoltato dai giovani “alternativi”era l’Hardcore, suonato da molte band provenienti dalla California stessa, (Black Flag, Circle Jerks, Minutemen, Adolescents..) e inizialmente lo stile dei Camper Van Beethoven è molto legato a questo sound, salvo poi progressivamente  abbandonare il suono e mantenere soltanto lo stile Do it Yourself dell’ Hardcore.
Il Sound della band si amplia, ed iniziano a suonare un genere che comprende diverse influenze : punk, sixties, ska, folk, musica etnica, country, pop, diventando uno dei gruppi più interessanti della scena indipendente.
Ricordo una intervista a metà anni ottanta, letta su noto Magazine italiano di musica ,alla band,  dove i componenti del gruppo spiegavano che per loro era naturale suonare questa musica, e che tutti i riferimenti musicali presenti nella musica dei Camper Van Beethoven erano frutto della loro cultura musicale.
La band incide un primo Lp nel 1985, “Telephone Free Landslide Victory”,  su etichetta Indipendent Project Records. ed è un album che lascia il segno. Il loro mix già citato di ska, folk, etnic music, punk insieme al’ umorismo dei testi porta alla ribalta della scena indipendente i Camper Van Beethoven, il disco contiene anche la bellissima (e loro brano più venduto) “Take the skinhead bowlin”, il legame con l’Hardcore è presente nella cover di “Wasted” di Black Flag.
Dopo il primo disco entra in formazione (anche se ufficiosamente era già presente) il chitarrista Greg Lisher, la band pubblica ancora due Lp “II & III”  e “Camper Van Beethoven” entrambi del 1986.
Chris Pedersen subentra al batterista originale dopo la pubblicazione di “II&III”
Il gruppo consolida, anche grazie a collaborazioni (con Eugene Chadburne, in primis) il proprio status di band di culto, Chris Molla lascia, e i Camper van Beethoven si trovano ad un bivio: o continuare a rimanere una band di culto (a metà anni ottanta, non era cosi facile), oppure tentare il grande salto con una major (Virgin) con tutti  i rischi ed i vantaggi che questa scelta comportava.
I nostri optano per il passaggio alla Virgin, i fan del gruppo considerano  il disco troppo melodico dovuto ad una produzione forse troppo “pulita”, John Siegel abbandona il gruppo dopo l’uscita del disco in disaccordo con la direzione artistica intrapresa, ma nonostante questo possimo ribadire che “Our Beloved Revolutionary Sweetheart” è il completamento  di un percorso artistico di una grande band degli anni ottanta.


La open track “Eye of Fatima” è uno dei brani migliori, un ottimo indie pop con influenze etno folk, nel testo è ancora presente il sense of humour ed il non sense  dei Camper Van Beethoven di inizio carriera :

And I am the Eye of Fatima
on the wall of the motel room.
And cowboys on acid are like Egyptian cartoons.
And no one ever conquered Wyoming
from the left or from the right.
But you can stay in motel rooms and stay up all night

"O death" è  un traditional in versione country, "She divines water" un grande brano pop con il violino di Siegel a dare un tocco Country, forse il suono della batteria è troppo anni ottanta, ma il brano è un ottimo esempio di  quello che potremo definire  country college rock.
Il riff di chitarra chiaramente debitore al hardcore californiano è il punto di forza di  "Devil song”  un  brano che più si ascolta e più piace, il cantato, quasi parlato è anche esso legato al hardcore punk . "One of these days"  è forse uno dei pezzi più immediati con il suo ska folk, con il violino che raddoppia la melodia della voce, mentre  lo stomp strumentale tra punk e musica etnica, “Waka" chiude il lato A.
"Change my mind"  canzone old style, con violino, banjo, timpano e fiati, mandolino e melodia bellissima,  una delle tracce più originali del disco, il punk rock fa capolino in "My Path Belated". Uno dei miei brani preferiti è "Never go back” country rock con tanto di slide con una chitarra volutamente più ska, "Tania" (dedicata a Patricia Hearst, Tania era il nome di battaglia  assunto dalla ricca ereditiera divenuta complice, dopo essere stata rapita, dell' Esercito di Liberazione Simbionese nel 1974) è un etno pop, forse oggi un pochino ingenuo, ma all' epoca trascinante.
La melodica "Life is grand" chiude il disco; disco che ebbe un notevole successo, “Eye of Fatima” divenne una minor-hit della nascente MTV, notevole attenzione sdalla stampa musicale, ma come accennato prime tensioni che portarono all’abbandono di alcuni componenti del gruppo. Con il successivo Lp “Key Lime Pie” 1989, la band riuscì addirittura ad avere un brano in classifica con la cover “Matchstick of Picture  man” cover degli Status Quo.
Subito dopo la band si sciolse per riformarsi ad inizio anni duemila, l’ultimo disco pubblicato da i Camper Van Beethoven è “La costa Perdida”  del 2013.
Quotazioni disco : il vinile originale viene valutato da 20 ai 40 dollari.

Foto della label della mia copia in vinile di Virgin 90918

Tonypop

...un semplice appassionato

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