The Steppes - My Friendly Travel Agent - Part One


The Steppes - Drop of the Creature -Voxx Records -VXS 200.048 - 1/87
1.A pay on wordsworth/2.Somebody Waits/3.Holding up well/4.Sky is Falling/ 5.Make us Bleed /6.Cut in Two/ 7.See you Around/ 8.Lazy ol' son/ 9.Bigger than life/ 10.black forest Friday/ 11.More than this


The Steppes - Stewdio - Voxx Records -VXS 200.050 - 2/88
1.The One Thing/2.Voices of several Tourists/3.Living so dead/4.Whole world on your shoulder/make a peace with your darkness/5.Look for the sun (a lullaby)/6.Do you think it's right?/7.Your friendly travel agent/8.Tourists from Timenotyet/9.A lonely girl/10.If you want to be lonely/11.A prayer for you/12.We make dreams come true (The Muses Beckon)


The Steppes- Enquire Within - Voxx Records- VXS 200.058 - 9/89
1.Time Goes By/2.Sailing The Silver Cloud/3.Alvernia/4.You Don't Know How Late/5.Begin/6.Master James/7.In Your Prime/8.Who Am I To Say?/9.If We'd But Care/10.The Brightest Lights

 
The Steppes- Harps & Hammers - Voxx records 200.064 - 12/90
1.The Land Of Hope/2.Scare You Off/3. Let Me Love You/4.Panic Attack/5.Keep It Clean/6.Hey Girl/7.   Safe And Sound/8.Key To My Heart/9.You May Say/10.Pretty Debris



The Steppes- Alive alive oh! Voxx Records -Vxs200.065 -11/91
1.A Play On Wordsworth/2.Master James/3.It's The Real Time/Sailing The Silver Cloud/4. Sky Is Falling/5. Lazy Ol' Son/6.Bad To Worse/8.1812 Overture/9.Holding Up Well /10.If We'd But Care/11.Living So Dead/12.Tourists From Timenotyet


Gli Steppes, sono stati uno dei gruppi che hanno segnato la mia adolescenza,  grazie a loro ho scoperto la musica sixties, mi sono appassionato al revival del genere, e ho conosciuto un mondo nuovo, che per un adolescente era (e lo è ancora) fantastico.
Sono stati, per parafrasare una loro canzone (anche se forse il loro significato era un pochino più “acido”), per un certo periodo della mia vita i “My friendly travel agent” facendomi scoprire generi e stili musicali che non conoscevo, e sono ancora fra i miei gruppi preferiti.
Non ricordo come avvenne l’incontro con gli Steppes, se comprati dopo aver letto su una recensione su Rockerilla, se un mio compagno di scuola  mi passò una musicassetta registrata, se mi arrivò l’ lp per un “disguido” di un ordine per corrispondenza (pratica che quando internet non esisteva era usata  per procurarsi dischi a prezzi leggermente più bassi, ma senza comunque dimenticare i negozi di vinile che sono stati e saranno sempre importantissimi e sono da supportare a occhi chiusi), ma da quel giorno, da quando “Stewdio” ha iniziato a girare sul mio giradischi (all’ epoca un compatto della Phillips (sic!)) sono innamorato di questa band meravigliosa e purtroppo sottovalutata e sconosciuta ai più, anche a molti appassionati del sound sixties .
La storia del gruppo inizia grazie ai fratelli John e David Fallon, irlandesi ma residenti negli Stati Uniti, che nel 1982 influenzati dal sound sixties  e del power pop formano i Blue Macs insieme al batterista Eddie Grybz, (compagno di college di John Fallon) e pubblicano un Ep autoprodotto nel 1983.
Dopo una recensione favorevole apparsa su  Melody Maker i due fratelli Fallon , trascorso  un breve periodo di stop  nella originaria Irlanda, tornano in California alla ricerca di musicisti per portare avanti il loro progetto.
L’incontro con il chitarrista Tim Gilman (fondamentale per il suono futuro degli Steppes grazie ai suoi riff imbevuti di psych-acid sound della west coast) e del batterista Dante, ha come risultato la registrazione di un demo a nome The Steppes of Russia, il lavoro attira l’attenzione  della etichetta Mystic Records, che pubblicherà un Ep del gruppo (con il nome definitivamente abbreviato in Steppes) nel 1984.
L’ep viene suonato nelle College Radio dell’ area di La, e il gruppo effettua tour dal vivo suonando con le band del nascente “Paisley undrground”, anche se la visione degli Steppes è molto più psychedelica di molti dei gruppi del movimento Paisley.
La band viene notata dal “mitico” Greg Shaw che ingaggia gli Steppes per la sua Voxx Records, una delle etichette fondamentali sia per la diffusione del neo garage-psych sia per il recupero e la conoscenza dei sixties originari.
Ingaggiato un nuovo batterista (Jim Bailey) gli Steppes nel 1986, entrano in studio per incidere un primo lp.
E’ l’inizio della avventura Steppes:  un mondo che racchiude folk, psych, pop, Beatles, sixties, viaggi acidi, folk inglese, melodie celtiche, dandy, riff di chitarra west coast, Led Zeppelin, armonie vocali, test sognanti d’amore e di viaggi psychedelici, Oscar Wilde, effettistica retrò e moderna…praticamente 25 anni di musica rock..
Il primo lp intitolato “ Drop of the creature “, anche se registrato nel 1986, vede la luce il gennaio del 1987 ed è praticamente registrato quasi live con un budget molto basso.  Piccola curiosità: nello studio di registrazione come ingegnere del suono lavora Bret Gurewitz che ad inizio anni novanta raggiungerà un notevole successo con i Bad Religion. Lavorerà con gli Steppes anche nel lp successivo.
La copertina del disco vede i componenti della band vestiti in abiti  Edwardiani, e purtroppo dà il via alla  tradizione di copertine orribili di tutti i lavori del gruppo. Si comincia  con “A play on Wordsworth” un brano super acido con riferimenti molto west coast. Il break strumentale a metà brano è tipico dell’ acid rock californiano di fine sessanta (Greatful e Quicksilver);“Somebody waits” è uno dei miei pezzi preferiti in assoluto, chiudete gli occhi e penserete di essere nell nord dell’ inghilterra nel 1969: puro folk psych con tanto di flauto e chitarra acustica nella tradizione di The Trees, Bread Love and Dreams e Fairport convention, una meraviglia.
“Holding up well” è stata definita come un incrocio tra Country Joe e Fairport Convention, anche se io la trovo molto più prog che psychedelica e forse sarò un eretico ma mi sembra di sentire qualcosa dei primi Caravan.
“Sky is falling” è un altro gioellino, un miscuglio di folk e psychedelia pop ,meraviglioso, con un piccolo effetto wah wah nella seconda parte della canzone ,che si compensa in maniera sublime con il fuzz del ritornello..stupendo! Il testo è molto molto psych-acido:
The sky is falling
The gods are calling you
The sky is falling
The gods are calling youIf they took my shirt
They said that no one would get hurt
Just roll your eyes


Foto della label della mia copia in vinile di"Drop of The Creature"
“Make us bleed”  è un brano con molta chitarra elettrica e una melodia quasi power pop, “Cut us in two”,  è forse il brano più debole del lp, ma la sua melodia caratterizzata dal rullante quasi stile banda è comunque molto coinvolgente.
Puro pop psychedelico  per “See you Around”, a me personalmente ricorda un incrocio tra i primi Jefferson , i Moby Grape ed i grandissimi Kak ,considerate che nel 1987 non era cosi facile trovare del materiale su questa ultima band.
“Lazy ol’ son” è un altro di quei brani capolavoro del disco, un crogiolo di stili amalgamati alla perfezione in 4 minuti e mezzo; il giro di basso iniziale stile “White Rabbit” dei Jefferson, la melodia con voce baritonale, e le chitarre twangy e riverberate per tutto il brano ,in aggiunta effetti che arricchiscono il pezzo proprio come nell’idea originaria della psychedelia.
Ancora un brano meraviglioso con “ Bigger than life”, (quante perle in solo disco!!) gioellino di pop e sperimentazione psych, a mio parere,  è un omaggio ai Beatles di Abbey road.
Un video molto acido ,ufficiale,  è presente su You Tube nel canale Steppestv gestito da John Fallon.
“Black forest Friday “ è pura improvvisazione sperimentale utilizzando effetti e un carillion in stile Tea Company, quasi una citazione.
Il disco d’esordio è, una perfetta fotografia del sixties sound nel senso completo (cioè non solo garage, pop o psych) nel 1987.
Dalle session del primo lavoro rimangono fuori abbastanza inediti, che compariranno in diverse fanzine soprattutto europee, dove gli Steppes grazie a “Drop of the creature” sono riusciti a ricrearsi un seguito notevole (Italia, Grecia soprattutto, Spagna, Germania). Tra le partecipazioni maggiori ricordiamo “All you wanted” allegata all’italianissima (del grande Claudio Sorge) fanzine “Lost Trails” del 1988 e “History hates no man” del magazine Freakbeat nel 1987.
Gli Steppes che nel frattempo sostituiscono il batterista con Erik Denning , iniziano nel 1987 a lavorare sul secondo Lp, che sarà  molto più ricercato del precedente,  il lavoro è molto più ambizioso ,visto la quantità di sovra incisioni, effetti e strumenti presenti come fiati, cori organo e molto altro che richiedono un lungo lavoro in studio.

Il disco vedrà la luce nel febbraio del 1988 e si intitolerà “Stewdio” (to be continued)...
The Steppes -Somebody Waits (sample)

Tonypop

...un semplice appassionato

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