Martha Velez - Fiends and Angels




Sire Records SES 97008 -7/69
London (American Recording) SHK 8395/HAK 8395 - 7/69


  1. I'm Gonna leave you
  2. Swamp man
  3. A fool for you
  4. In my Girlish days
  5. Very good Fandango
  6. Tell Mama
  7. Feel so bad
  8. Drive me daddy
  9. It takes a lot to laugh, it take a train to cry
  10. Come Here Sweet man
  11. Let the good time roll
Prendete una giovane e preparata  promessa di Broadway e le affiancate Eric Clapton, Jack Bruce, Brian Auger, Chrstine McVie, Paul Kossof, Chris Wood, Jim Capaldi, Mitch Mitchell cioè il meglio del rock inglese del 1969 (anzi forse di sempre),  con in più una manciata di canzoni stupende ed otterrete uno dei migliori album di rock blues (o meglio di rock contaminato di blues, soul, pop, psych) di tutti i tempi.
Martha Carmen Josephine Hernandéz Rosario de Veléz nasce a New york da una famiglia  di origini portoricane, il fratello è un percussionista che ha suonato fra gli altri con Hendrix a Woodstock, Martha sul finire degli anni sessanta è a Broadway nel musical "Hair" quando entra in contatto con la SIRE Records di Seymour Stein,
L' etichetta, fondata qualche anno prima (1966), le  chiede, viste le sue  qualità vocali, di incidere un album e la mette in contatto con Mike Vernon già produttore di Fleetwood Mac, Chicken Shack ed altri, e conoscente di quasi tutti i gruppi del rock inglese. Grazie a lui Martha vola a Londra e ad Hampsted negli studi della Decca, con l'aiuto dei fenomeni citati e grazie alle sue splendide doti vocali, registra questo capolavoro.
Il risultato è un disco con le seguenti caratteristiche (che purtroppo per un certo periodo della mia vita ho odiato...errori  di gioventù..): suonato benissimo, cantato benissimo e  prodotto benissimo da persone che cantano, suonano e producono benissimo.
I brani sono quasi tutte cover che attingono sia dalla tradizione soul -blues che da  quella moderna (Dylan), almeno per l'epoca.
Il disco parte con "I'm gonna leave you" bellissimo stomp ritmato e duro al tempo stesso con la voce di Velez in evidenza e una base ritmica trascinante (Jake Bruce dei Cream al Basso), sulla stessa lunghezza d'onda è "Swamp Man", brano di cui la Velez è autrice del testo, anche se è presente un tocco più "hard rock " e "acido" grazie alla chitarra di Paul Kossoff (Free) e al cantato in stile Janis Joplin di Martha, ma il legane con il Blues rimane grazie alla presenza di "angeli e demoni" e "uomini della palude" del testo, che rimanda agli archetipi della musica del diavolo.
"Very good Fandango"  è un intermezzo "lirico" dove la Velez sfoggia le sue doti di soprano; "Tell Mama", della insuperabile Etta James, è  un pezzo in puro Northern Soul, moderna e ballabile, se fosse pubblicata oggi (vista anche l'esperienza della bravissima e compianta Amy Winehouse) venderebbe milioni di copie, o meglio avrebbe milioni di download (sic!).
La side B si apre con "Feel so bad" bluesaccio cattivissimo dove la chitarra di Clapton la fa da padrona, ben supportata da Jack Bruce al basso e Mitch Micthell alla batteria.
La ballad "Drive me Daddy" e la cover del di Dylan di "It take a lot to laugh, it takes a train to cry" qui in versione r'n' b (c'è Christine Mcvie al piano) introducono la stupenda "Come here sweet man".
Scritta da Martha Velez  "Come here sweet man" è un capolavoro assoluto, una "I put a spell on you" (che ricorda  molto) "acida" come l'avrebbe scritta Screaming J. Hawkins nel 1969, con la chitarra di Paul Kossoff  e il flauto di Chris Wood (Traffic) a renderla eccezionale; non mi stupirei (se non è già stato fatto) di sentirla presto in una pubblicità, magari di una macchina o di un profumo.
La classica "Let the Good times Roll", brano che difficilmente tradisce figuriamoci rifatta da Velez con Stan Webb dei Chicken Shack alla chitarra e Chrstine Mcvie alle tastiere, chiude questo meraviglioso Lp.
Curiosità: tutti i musicisti che suonano non sono citati nelle note di copertina (ma loro la presenza è  assicurata dalle testimonianze di  Velez, Vernon e i musicisti stessi).
Martha Velez continuò a fare dischi per tutti gli anni settanta , famoso il suo Lp "Escape from Babylon" dove si cimenta , prodotta da Bob Marley, con la musica Reggae; per tutti gli anni ottanta e novanta si dedicò invece al teatro, alla televisione ed al cinema.

Discografie, etichette discografiche : Appunti a ruota libera
Approfitto del Post su Martha Velez, per una piccola discussione su stampe originali e su due etichette storiche come la Sire e la London.
Le due foto all’ inizio del Post sono le cover delle due edizioni del disco “Fiends and angels” uscite nel  1969.
La prima (con solo il viso di Martha Velez, tra l’altro retro della seconda) è la foto della copertina della edizione Americana su SIRE (SES97000), l’altra foto è la copertina della edizione inglese su London (American Recording) SHK 8395/HAK 8395 .
A questo punto ci si pone la domanda : ma quale è l’edizione originale di un disco?
Teoricamente, la versione originale è sempre quella del paese di origine del Gruppo/cantante, tranne rare eccezioni come ad esempio Jimi Hendrix , il quale è si un artista americano, ma musicalmente è nato in UK , e quindi le edizioni inglesi dei suoi dischi sono teoricamente originali e valgono di più.
La versione americana di "Are you experienced" , anche se con una copertina molto più cool della edizione inglese, vale molto di menodella edizione UK, "Electric ladyland " UK version originale vale una fortuna, anche grazie alle naked woman in copertina.
Tornando a Martha Velez, è vero che è un artista americana, che è stata ingaggiata dalla  SIRE americana , ma il disco nasce e viene registrato in UK, con  i musicisti del british blues appunto inglesi; probabilmente se  avessero registrato il disco a Memphis sarebbe stato altrettanto valido, ma molto più soul quindi sarebbe stato un disco totalmente differente, se fosse stato registrato in California, a seconda dei musicisti, poteva essere o una perla di Psych rock o un epigono dei dischi dei Flying Burrito Brothers, in UK è nato con le caratteristiche di tipiche del british blues di fine sessanta (con  tracce di soul, hard rock e acid rock)…quindi quale è la versione originale di questo disco?
Quotazioni : la versione americana su Sire è quotata su Goldmine 30 US dollari, mentre su Popsike si hanno delle valutazioni in media tra 50 e 60 dollari, l'edizione inglese su London viene valutata su Record Collector Rare Records Price Guide 2012 40 sterline, su Popsike si raggiungono anche valori medi di 73 sterline .
Le due etichette di questo lp come detto sono la SIRE records e London American Recording.
La SIRE records venne fondata nel 1966  da Seymour Stein e  negli anni sessanta e per i primi settanta fu un etichetta (distribuita inizialmente dalla London) che pubblicò molto materiale blues, folk e psych per poi diventare negli anni settanta l'etichetta principe del punk/new wave sopratutto newyorkese (Ramones, Dead Boys, Talking Heads,) negli anni ottanta/novanta (con passaggi di proprietà tra Warner Bros, Elektra, Warner Brrs) pubblicò tra gli altri Madonna, Cure, Alanis Morrisette.
La London invece ha origine dalla separazione tra la la Decca UK e Decca US (più o meno intorno alla seconda guerra mondiale), dopodichè la Decca UK fondò due etichette: la London per promuovere i dischi inglesi negli USA (ad esempio gli Stones ) e la London (American Recording) che viceversa promuoveva gli Artisti americani in UK , o meglio pubblicava la versione inglese di album stampati da etichette statunitensi.
Le labels delle due London erano totalmente differenti: Rossa o blu a seconda della versione stereo/mono per  la prima e sigle LL, mentre Purple o blu con la S per le versioni stereo e l' ultima lettera che indicava (non sempre con precisione però) l' etichetta americana originaria del disco, nel caso di Martha Velez la K , lettera che indicava dischi originari o della Atlantic, o Stax o Sire.

Foto della Label della mia copia in vinile di "Fiends and Angels" -London (American Recording) SHK8395.





Tonypop

...un semplice appassionato

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