Steve Miller Band - Children of the future

children of the future lp cpver

Capitol Records - SKAO2920- 6/68

  1. Children of the Future
  2. Pushed Me to It
  3. You've Got the Power
  4. In My First Mind
  5. The Beauty of Time Is That It's Snowing (Psychedelic B.B.)
  6. Baby's Callin' Me Home
  7. Steppin' Stone
  8. Roll with It
  9. Junior Saw It Happen
  10. Fanny Mae
  11. Key to the Highway




Steve Miller è stato durante gli anni settanta uno dei campioni del rock da classifica americano.
Nel 1970 raggiunse la posizione numero 5  con il singolo “Number 5” arrivò al numero 1 con “The Joker” (1973) e con Fly like an Eagle” (1976) sia singolo che album raggiunse la seconda e la terza posizione delle charts,  e fu campione di vendite con  Lp “Book of Dreams” nel 1977.
L’esordio della band “Children of the future”  è però un ottimo esempio di sperimentazione e di psychedelia californiana di fine anni sessanta con anche ottimi brani di blues acidizzato.
“Children of the future” è il primo lp della Steve Miller Band che nasce a metà anni sessanta, quando Steve Miller lascia Chicago dove suona con Barry Goldberg nella blues band Goldberg-Miller per approdare a San Francisco.
Qui forma la Steve Miller Blues Band  che diventa subito la Steve Miller Band e che dopo l’esibizione a Monterrey, e l’ingresso del chitarrista Boz Scaggs, è formata  da Steve Miller  voce e chitarra ed armonica, Jim Petterson mellotron e organo hammond B3, Tim Davis batteria e Lonnie Turner basso.
Grazie ad un buon contratto con la Capitol nel giugno del 1968 pubblicano “Children of the future” che è un bel album diviso praticamente a metà: il lato A (quasi tutto composto da Steve Miller), più sperimentale e psychedelico  a partire dalla (come è stata definita) apertura cacofonica  di “Children of the future” e il lato B (con due brani composti  da Scaggs) più blues e “convenzionale”.
Il brano che dà il titolo all’ album è un  bel esempio di Psychedelia e sperimentazione davvero notevole, il testo è in perfetta sintonia con gli umori dell’ epoca:

We are children of the future…wonder what in the world we are going to do…When they get high, they can see for miles and miles/When we get high, I can see myself for miles

"In my first mind" è un lungo brano melodico caratterizzato da un suono dell' organo potente e con tanto di parte strumentale tra il prog e l'acid trip.
"The Beauty of Time Is That It's Snowing (Psychedelic B.B.)" è vera psychedlia intesa nel senso originale del termine : sperimentazione pura, cinque minuti tra effetti, jazzy, cori e pop.
Steve Miller Band 1968
Il lato B si apre con la bellissima ballad acustica “Baby's Callin' Me Home” per poi proseguire con grandissimi brani tra blues e acid rock, il primo brano è la trascinante (con una ritmica ed un hammond davvero grandi) “Steppin Stone” brano originale di Scaggs .Un brano tra rock classico e blues è invece “Roll with it”, mentre “Junior Saw It Happen” è trascinantissima e mi ricorda molto “American Ruse “ dei MC5  in versione leggermente più soul.“Fanny Mae” è un classico brano blues con armonica di Steve Miller .
Chiusura del disco con il classico blues (cover di Bill Bronzy) di "Keys to the Highway".
Prodotto da Glys Johns "Children of the future" raggiunse la posizione 134 delle classifiche.
Già a fine del 1968 con l’uscita di “Sailor” ,con il singolo “Livin’ in The Usa” l’orientamento era già cambiato pur essendo ancora un ottimo lavoro e diede il via alla la scalata alle classifiche da parte della band.
Con diversi cambi di formazione, Boz Scaggs abbandonerà nel 1969, la Steve Miller Band  ha suona tuttora e ha pubblicato l'ultimo lp "Let Your Hair Down" nel 2011.
“Children of the Future” è un bel disco che sintetizza l’amore per la pyschedelia e il blues rock.

Children of the future label
Foto della mia label di SKAO -2920. 

Tonypop

...un semplice appassionato

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