Bob Seger System - Ramblin' Gamblin' Man



Capitol Records -SN 16105 -1/69
  1. Ramblin' Gamblin' Man
  2. Tales of Lucy Blue
  3. Ivory
  4. Gone
  5. Down Home
  6. Train Man
  7. White Wall
  8. Black Eyed Girl
  9. 2 + 2 = ?
  10. Doctor Fine
  11. The Last Song (Love Needs to Be Loved)

Bob Seger è il classico esempio nella storia del rock del musicista che, partendo dalla gavetta, ha suonato diversi generi musicali in diverse epoche prima di diventare famoso e di vendere parecchie copie di dischi. E’ stato alfiere del garage di Detroit, del Soul –Rock, della Psychedelia, del Blue Collar rock degli anni settanta e dell AOR (Album Oriented Rock) degli anni ottanta ed è ora un icona (almeno in USA) del rock classico.
Ha fatto uscire più di 20 Lp, ma come spesso capita i suoi primi lavori sono i migliori.
E’ il caso di “Ramblin’ Gamblin’ Man” Lp  uscito nell’ aprile del 1969, a nome Bob Seger System che è probabilmente la cosa più innovativa e selvaggia incisa da Bob Seger, cantante dotato di una buona presenza scenica e di una voce calda e potente al tempo stesso, che esaltava sia pezzi soul, che hard e psych.
Seger è stato parte fondamentale della scena di Detroit da metà anni sessanta, quando giovanissimo forma i Decibels classico gruppo giovanile, con l’avvento della British Invasion e l’esplosione della Motown (con sede a Detroit) in città si formarono parecchi gruppi che mischiavano il british beat (che in USA diventava garage punk) al Soul che imperversava in tutta la città, e Bob Seger ovviamente partecipa attivamente alla nuova scena musicale della città.
Nacque cosi il  primo assaggio di Detroit sound con band come i Rationals, MC5 e Mitch Ryder,   che poi avrebbe portato al punk di Detroit. Seger si unì ai Town Criers  prima, poi a Doug Brown & The Omens ed infine  intorno al 1966 forma i  Bob Seger and the Last Heard con Pep Perrine alla batteria e Dan Honaker al basso. Il trio pubblica per la locale Hideaout il singolo “East side Story” ottenendo un ottimo successo locale ed intrecciando rapporti con tutti i futuri personaggi della scena di Detroit.
Il trio firma per la Cameo Parkway, nel 1967  il singolo “Heavy music” arriva a vendere circa 50000 copie.
Quando la Cameo fallisce, la band ha la possibilità di firmare un contratto o con la Motown (che offriva ben 20000 dollari) o con la Capitol (che offriva la metà). La band firma per questa ultima etichetta  che impone un cambiamento del nome del gruppo in Bob Seger System e pubblica due singoli strepitosi “2+2=?” e “Ramblin’ Gamblin’ man”, quest’ ultima raggiunge la 17 ° posizione nelle charts nazionali e anticipa l’uscita dell’ album omonimo.
Album che è il miglior lavoro prodotto da Bob Seger, un album innovativo per il 1969 dove si incontrano Garage, Soul, Pop, Hard Rock, Blues e Psychedelia, la voce di Seger è stupenda e potente, il suono duro, selvaggio e melodico al tempo stesso. Uno dei migliori album del cosi detto Detroit sound. Album modernissimo, che probabilmente ha influenzato Jack White ( anche lui di Detroit che ha sempre dichiarato che "2+2 =?" È uno dei suoi brani preferiti di sempre), i Black Keys ed i Dirtbombs solo per citarne alcuni.
La title track  è un trascinante hard soul, super ballabile e potente, un altro pezzo forte del disco è “Down Home” un hard blues tostissimo tra Creedence, punk e hard rock, brano che oggi potrebbe essere incluso in un disco dei Black Keys : ballabile, con un riff trascinante e armonica, una meraviglia.
"Tales of Lucy Blue" è un psych hard -blues, lento, potente e ritmico, con una chitarra tagliente, la voce di Seger è tra il proto metal e il soul.
Blues hard per"Ivory", con tanto di organo in sottofondo, mentre "Gone" è una ballad acustica che anticipa di molto quello che faranno molti gruppi indie ninenties.
La ballata "Train man" forse è leggermente sottotono, mentre il lato B si apre con il wah wah di "White Wall" che inizia lenta  e parte con un riff hard rallentandosi e ripartendo.
"Doctor Fine" è un lento hard garage blues con tanto di basso ed organo che improvvisano, ma i due capolavori della B -Side sono  la già citata “2+2 =?”  e "The Last Song (Love Needs to Be Loved)". Il primo è  un garage punk con un riff stupendo fuzzato (qualcuno ha maliziosamente sottolineato come ricordi molto il tormentone dei White Stripes “Seven Nation Army”), ed una delle più belle canzoni contro la guerra in Vietnam, il suo riff lento ed Hard esplode in un coro violento e pop al tempo stesso, il testo descrive esattamente il pensiero di molti giovani americani dell’ epoca:

Well I knew a guy in high school
just an average friendly guy
And he had himself a girlfriend
and you made them say goodbye
Now he's buried in the mud
over foreign jungle land
And his girl just sits and cries
she just doesn't understand
So you say he died for freedom
well if he died to save your lies
Go ahead and call me yellow

"The Last Song (Love Needs to Be Loved)" invece è un brano Hard che si trasforma in soul, con rimandi  pop che ricordano "Give peace a chance”... strepitosa.
Nel disco suona anche il futuro Eagles (originario di Detroit) Glen Frey qui alla sua prima esperienza professionale.
Nel retro copertina lo stesso Seger spiega, usando i titoli delle canzoni, come l’album dovesse intitolarsi “Tales of Lucy Blue” e si è trasformato grazie a un fantomatico Dr Fine in “Ramblin ‘ Gamblin’ Man”.
Il disco fu un buon successo per Seger, che però falli i due successivi album usciti come Bob Seger System (“Noah” e “Mongrel” entrambi del 1970) e dovette attendere il 1976 (“Night moves”) per ottenere successo. Nei primi anni settanta affiancato dalla Silver Bullet Band (combo di tosto r’n’b) diventa un alfiere del cosiddetto Blue Collar Rock, rock con radici r’n’b con temi che spesso trattavano dei problemi della classe lavoratrice (lavoro, famiglia, crisi economiche) con album come “Night moves”  “Stranger in Town” (1978) ed i live.
Dalla seconda metà degli anni ottanta grazie al mainstream è diventato un artista di successo, soprattutto in america.
“Ramblin’ Gamblin’ Man” è  il suo lavoro migliore.


Foto della label della mia copia in vinile di ST172, con label multicolor usata dalla Capitol fino al 1970.
Bob Seger System -"2+2=?" - (sample)


Tonypop

...un semplice appassionato

2 commenti:

  1. Per me Live Bullett,è nell'olimpo dei miei live rock di tutti i tempi. cazzo che disco.

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  2. anche a me non dispiaciono le cose degli anni settanta di bob seger (la sua voce è davvero tosta.. e la band che lo accompagnava anche), ma "Ramblin' Gamblin'" è per me il suo punto di massimo splendore...comunque ci sono dei brani di live bullet (nutbush ad esempio) che spaccano davvero....
    .

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